Venerdì 01 Luglio 2011

Il caso della Tav e il binomio politica-morale

Bene l'intervento delle forze dell'ordine (tardivo) per i cantieri della Tav, ma è solo qui lo Stato? Hanno dovuto intervenire anche i vigili del fuoco. Non è possibile che chiunque voglia fare casino, se trova altri quattro (sta per mille, centomila, milioni) gatti rabbiosi, possa violentare, con una scusa o con l'altra, l'ordine sociale, distruggendo e magari trovando ampia visibilità e strana comprensione sui mas media. Non è possibile che la magistratura si sforzi, depauperando le casse dello Stato, di scoprire attesi o presunti reati d'ogni genere, dando in pasto a tutti fatti personali e irrilevanti per la Giustizia (scusate la maiuscola) e poi i suoi santoni ignorano reati a tutti evidenti. Naturalmente la colpa è anche dei giornalisti, poiché per tanti di loro lo scopo non è più l'informazione, che resta solo una bandiera. Giustissimo che siano pubblicizzati i reati, ma solo quando siano accertati a procedimento concluso (almeno nella fase istruttoria) e, comunque, solo i fatti attinenti. E non le circostanze "penalmente irrilevanti" anche se "socialmente rivelatrici". Insomma bisognerebbe "separare giustizia da moralismo", richiamando grandi pensatori del passato e non preoccupandosi delle "attenzioni" dei moderni affabulatori, destinati a non lasciare tracce nel futuro.

Mario Grosso


Le forze dell'ordine in Val di Susa hanno agito con pratica saggezza. Ben addestrate, con i nervi a posto, seguendo un piano preciso. Una dimostrazione di efficienza. Lo Stato quando vuole sa esibire senso della responsabilità e realismo. Entrambi, se adoperati per tempo sul piano politico, avrebbero evitato quest'intervento nel cantiere di Chiomonte: una mediazione accorta e interventi correttivi al progetto della Tav erano possibili in passato, visto che lo sono nel presente. L'illegalità si batte anche così, prevenendone i focolai. E siamo ai giornalisti. A me non pare che accendano, a loro volta, focolai. I focolai si accendono da sé, per l'indegno malcostume di questo Paese che dà luogo ad atteggiamenti spesso penalmente rilevanti e ancora più spesso socialmente volgari. Volgari nell'accezione d'impudenti, spudorati e miserabili. Solo l'ipocrisia li può classificare come insignificanti sotto il profilo mediatico, che altro non è se non la cornice pubblica dei tanti quadri di vita privati che compongono una società. Infine, più che sulla distinzione tra politica e morale, bisognerebbe discutere su ciò che giusto e ciò che non lo è. Perché la morale d'una politica che voglia dirsi tale, altro non è che questo.

Max Lodi

p.marengo

© riproduzione riservata

Tags