Venerdì 11 Novembre 2011

Eurobond una soluzione troppo facile

Cara Provincia,
il problema più grosso che l'Europa deve affrontare oggi è quello dei debiti sovrani, cioè dei debiti degli Stati membri che determinano elevati livelli di rischio, fino al fallimento o default che dir si voglia.
Il ministro Tremonti e qualche altro con lui spingono per il varo dei cosiddetti Eurobonds, ma i tedeschi e i francesi non ne vogliono sapere.
Invece una soluzione a mio avviso sarebbe proprio l'emissione di titoli di credito comuni a tutta l'Eurozona, per spalmare così sull'intera Unione Europea il rischio dei paesi periferici.
 Non capisco perché quella che sembra una buona idea incontri tutte queste resistenze.

Giacomo Sozzi
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Lo scetticismo di Francia e Germania di fronte agli Eurobonds è comprensibile: a loro costerebbero più che agli altri e se i processi di risanamento dei paesi deboli fallissero, anche Francia e Germania rischierebbero grosso.
Insomma, tedeschi e francesi fanno giustamente i loro conti e concludono che l'operazione non è conveniente. Come dar loro torto?
La solidarietà è una bella parola, ma nei rapporti internazionali il più delle volte rimane lettera morta.
Del resto noi assistemmo a suo tempo al fallimento dell'Argentina senza muovere un dito, eppure si trattava in gran parte dei discendenti di nostri connazionali emigrati, cioè italiani come noi.
A me pare che il principio degli Eurobond così com'è stato enunciato da Tremonti sia troppo semplice, mentre la sua applicazione è in realtà molto più complessa di quanto non appaia ad una prima lettura.
Come possiamo oggi chiedere ai nostri partners europei più virtuosi di noi, più responsabili e con i conti in ordine, di accettare un aumento del costo del loro debito per garantire anche il nostro?
Tutto si riduce alla morale della favola di Esopo: noi siamo le cicale, loro le formiche. E l'inverno è alle porte.

Pier Angelo Marengo
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p.marengo

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