Mercoledì 07 Dicembre 2011

Prima di tutto vengono i nostri poveri

C'è crisi, è giusto spendere mezzo milione per il Patria?
Sì è giusto e non solo: è encomiabile. E' la storia del nostro lago e dei suoi piroscafi che vi navigavano con quell'indimenticabile pennacchio di fumo.
E' invece vergognoso, indecente ed oltraggioso per i nostri pensionati e per tutti i disoccupati, che si getti al vento un milione e mezzo di euro  per mantenere in albergo i cosiddetti profughi  ospitati a Como. E tutte le altre realtà consimili esistenti in Italia quante centinaia di milioni di euro ci costano? Questi nullafacenti è ora che si rimandino tutti ai loro paesi, con le buone o con le cattive; in un momento di tale gravità economica non ci possiamo permettere di mantenere quest'orda di fannulloni violenti: hanno a più riprese distrutto i centri di accoglienza di Torino, Bari, Lampedusa e per ultimo via Corelli a Milano. E noi lo tolleriamo senza reagire.
Ma non esiste più la dignità in questa Nazione? Ci aumenteranno le tasse, dovremo tirare la cinghia e noi sopportiamo in silenzio tutto questo? Un vecchio proverbio comasco recita: prima i tuoi poi gli altri se ne avanza. Questa è la saggezza nei nostri vecchi.

Beppe Dosi
Como

Caro Dosi,
la mia opinione sul Patria l'ho espressa ieri, e concide con la sua. Se il glorioso battello fosse stato recuperato, oggi sarebbe il più gettonato del nostro lago, creerebbe indotto e genererebbe reddito. Speriamo che non sia troppo tardi. Quanto ai profughi, credo che bisognerebbe evitare ogni generalizzazione e distinguere i vari casi. Chi davvero ha diritto al riconoscimento dello stato di rifugiato politico - penso, per esempio, ai somali, in fuga da un paese in guerra -  deve trovare quell'accoglienza che nessun paese civile può negare, naturalmente a condizione che rispettino le nostre regole. E senza perdere di vista un dato allarmante: i poveri sono in mezzo a noi, parlano la nostra lingua e anche il nostro dialetto. Di costoro non possiamo dimenticarci.

Pier Angelo Marengo
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p.marengo

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