Mercoledì 18 Gennaio 2012

Petardi e botti, una vergogna tutta italiana

Ogni anno, ci troviamo a fare la conta di morti e feriti per il dilagante malcostume dei botti di Capodanno. Nei giorni scorsi si invocava a gran voce il divieto per salvaguardare la salute di cani e gatti. Un po' meno si teneva in considerazione che le suddette fragorose manifestazioni potevano nuocere alla salute e alla tranquillità di anziani, bambini e ammalati. La conta di morti e feriti è stata fatta. Problema chiuso, almeno per un altro anno.
Ora, se si vuole stroncare questo pericoloso e indecente malvezzo bisognerà addebitare alle famiglie dei deceduti e dei feriti tutte le spese sostenute dalla comunità, ovvero: intervento delle ambulanze, intervento dei medici e infermieri dei pronto soccorso, degenze ospedaliere. Infine, arresto in flagranza di reato per tutti coloro che continuano a praticare questo demenziale modo di festeggiare le annuali ricorrenze.

Sandro Pellegata
Albavilla

Gentile signor Sandro,
 ogni anno si ripete il solito copione e l'Italia offre al mondo il triste spettacolo della propria immaturità civile. Bisogna dire che questo Capodanno è stato addirittura fra i peggiori degli ultimi anni: quasi 600 feriti (fra i quali moltissimi minori di 12 anni e almeno due morti. L'anno passato c'erano stati un solo morto e poco meno di 500 feriti.
Sono dati che fanno riflettere, perché era dal 2001 (4 morti e 800 feriti) che non si registrava più di una vittima, segno che la situazione, lungi dal migliorare, in realtà è quanto meno stazionaria.
Eppure non si può dire che non ci siano i controlli: le forze di polizia, nella loro azione preventiva degli incidenti di fine d'anno, hanno arrestato o denunciato in tutt'Italia ben 437 persone sequestrando tonnellate di fuochi  e prodotti esplodenti. Penso che la sua ricetta per stroncare questo malcostume sia giusta, anche perché non ne vedo altre. Ma rimane un'amarezza di fondo: in questi momenti ci si vergogna un po' di essere italiani.

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia.it

p.marengo

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