Venerdì 27 Gennaio 2012

Se un timbro ti blocca in frontiera

Ricevo dal Comune di Como una lettera che mi ricorda la scadenza prossima della carta di identità. Un buon servizio, questo promemoria, in cui viene spiegato che basta recarsi presso negli uffici dell'anagrafe per far apporre al documento un timbro che proroga la durata della carta di altri 5 anni, senza spese. In calce però viene anche spiegato che la carta di identità col timbro non sarà valida per espatriare, e che in questo caso è necessario l'esborso di euro 5,42 di diritti per farsi consegnare un nuovo documento.
In Comune mi dicono che in Paesi come Francia e Spagna non verrebbe accettato il documento col timbro di proroga, e che ai valichi svizzeri a qualche cittadino è andata bene e a qualcun altro no ed è dovuto tornare indietro.
Decido di richiedere una carta di identità nuova, ma mi reco in Questura per informarmi meglio. Qui l'impiegata nega tutto quello che dice il Comune. Spiega che la carta d'identità è validissima anche per l'espatrio con il semplice timbro che ne prolunga la durata e che non è necessario richiedere un documento nuovo. Qual è la verita? Perché la pubblica amministrazione non riesce mai a parlarsi e a dare indicazioni univoche?

Mario De Ascentiis
mario@deascentiis.com

Abbiamo dato notizia di cittadini con la carta d'identità rinnovata respinti al confine perché la validità del timbro di rinnovo non viene riconosciuta. Ma c'è di più: la carta d'identità rinnovata con il timbro posto sul retro ha creato problemi anche in alcun uffici finanziari italiani, per esempio se occorre compilare un modulo sul quale, oltre ai dati anagrafici, devono essere indicati il numero della carta d'identità e la scadenza. Il numero posto sulla copertina della carta d'identità è progressivo e non viene riconosciuto valido perché in automatico viene indicato come scaduto, nonostante il timbro. Così vanno le cose, purtroppo, in Italia. Morale: se si vuole espatriare senza rischi, conviene farsi rilasciare un documento nuovo.

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia.it

p.marengo

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