Lunedì 30 Gennaio 2012

Quei comizi coloriti della Lega

Non ti tolgo la fiducia per le dubbie persone che ti circondano e che vengono arrestate giornalmente ma solo se il tuo "capo" non fa quello che io gli dico di fare», cosi si può sintetizzare quanto detto da Bossi nei confronti di chi amministra la Regione Lombardia.
«O lo fa cadere (Governo Monti), o la Lega toglie il sostegno al governo della regione Lombardia», quanto afferma il Leader della Lega Nord nei confronti del Leader del Pdl, ha il sapore di un avvertimento definito poi, dall'ex Ministro dell'Interno, metodo per far politica. Evidentemente il far politica, per qualcuno, non vuol più dire dialogo e mediazione ma imposizione delle proprie idee.
Davvero singolare è quanto risposto da Formigoni al giornalista che lo ha intervistato nel merito delle dichiarazioni di Bossi in quanto ritiene che quanto si dice in un Comizio agli elettori è solo fumo senza arrosto e allora cosa ci sono andati a fare i leghisti in piazza? Per farsi prendere in giro dai loro dirigenti?

Alessandro Milani
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Caro Milani,
Formigoni non ha poi tutti i torti: l'uso del linguafggio forte e colorito nei comizi è comune a tutti i partiti, ma in quelli della Lega il colore diventa sostanza e le parole si accompagnano ai gesti espliciti.
È un teatrino che ogni volta si ripete, con Bossi che rivisita un repertorio ormai trito fatto di pernacchie, rantoli, parolacce, con l'immancabile finalino del dito medio in posizione inequivocabile.
È politica questa? Mah! Però alla pancia del popolo leghista non dispiace, anzi: c'è ancora chi va in deliquio quando si riprende corre a tingersi la barba di verde.
La domanda semmai è un'altra: è questo il volto autentico e attuale della Lega? A me pare che Maroni, pur fra mille difficoltà e boicottaggi, ci stia proponendo un modello diverso e ben più credibile. Aspettiamo il congresso, senza dar troppo peso alle parole.

Pier Angelo Marengo
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p.marengo

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