Mercoledì 01 Febbraio 2012

Attenti ai libretti al portatore

Per salvare l'Italia non mi sembra sia necessario un governo tecnico-bocconiano: una qualsiasi persona maggiorenne è all'altezza di aumentare le tasse in vigore e di crearne altre; forse si doveva pensare di più a ridurre spese e privilegi dei nostri politici e amministratori e solo questo avrebbe aiutato sensibilmente a ridurre il buco da loro in gran parte creato.
Trovo allucinante e da denuncia ai carabinieri l'iniziativa sui libretti bancari al portatore che se una persona si dimentica di chiedere altri libretti, se la cifra supera i 1000,00 euro lo Stato incamera il capitale!
E non parliamo dei capitali in Svizzera fatti rientrare nel 2001 per i quali lo Stato dopo 10 anni non rispetta il contratto a suo tempo stipulato coi cittadini e impone una nuova tassa, in questo modo voglio vedere in futuro quanti capitali rientreranno, sapendo della correttezza dei nostri governanti. Allegria!

Carlo Broggi
Como

Le riserve sulla manovra dei professori sono molte. Abbiamo già scritto a chiare lettere che non ci sentiamo più padroni dei nostri soldi e non credo che questa situazione potrà durare all'infinito. Tuttavia bisogna essere realistici: perché se gli italiani avessero fatto tutti quanti il loro dovere di contribuenti, non saremmo giunti a questi estremi. Ora dobbiamo solo sperare che questi provvedimenti diano frutti sul fronte della lotta all'evasione. Io ci credo poco: in tanti anni di mestiere ho sentito decine di annunci, sempre rimasti lettera morta.  È vero, tutti i depositi a risparmio al portatore emessi prima del 6 dicembre 2011, che presentano saldo pari o superiore a 1.000 euro, devono essere estinti oppure ridotti a una somma inferiore al predetto importo entro la data ultima del 31 marzo 2012 (posticipata rispetto alla scadenza iniziale fissata per il 31.12.2011), pena la sanzione che lei ci ricorda. È però interesse delle banche contattare i clienti per regolarizzare questi libretti.

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia.it

p.marengo

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