Lunedì 16 Luglio 2012

Regio Insubrica, un progetto da coltivare

Mi chiedevo se dopo le numerose chiacchiere nel vano tentativo di portare l'indipendenza autonoma in Lombardia, sfumata grazie ai politici leghisti, si potesse raggiungere l'obiettivo di inglobare i nostri paesi nell'Insubria. Bignasca della Lega Ticinese aveva proposto questo progetto dei paesi confinanti fino a venti chilometri. Bignasca e Nava, presidente della Regio Insubrica, potrebbero tentare di dare vita ad un sogno per anni sfruttato solo per propaganda padana. Le provincie che aderirebbero sono Varese, Como, Milano, Lecco e Sondrio. Una iniziativa che influirebbe positivamente nelle nostre casse e non solo per la benzina.

Furio Frigerio


La carta che a destra e a sinistra si pensa di giocare per il futuro lombardo è quella del Partito del Nord. Non una sciocchezza, come qualcuno l'ha sempre liquidata quando se n'è parlato. Semmai una professione di realismo. Il Nord, e specialmente il Nord prealpino, ha sue esigenze specifiche, che meglio dovrebbero essere rappresentate per chiederne soluzione al Paese. Al governo di Roma. La Lega ha fallito nell'intento. Forza Italia prima e il Pdl poi non ci hanno creduto. Il Pd ha perduto un'occasione dopo l'altra per federarsi e per affermare ciò che altri rifiutavano d'affermare. Una serie d'occasioni malamente sprecate mentre i problemi s'accumulavano, il propagandismo imperversava, le soluzioni latitavano. Se a teorizzare la creazione d'un Partito del Nord è nientemeno che Piero Bassetti, che fu il primo presidente della Regione Lombardia ed è personalità politica di prim'ordine, c'è da crederne alla realizzabilità. In ogni caso, alla sua necessità. Un progetto di destra o di sinistra? Un progetto trasversale alla destra e alla sinistra, com'è evidente che debba essere. Ma a questo punto anche un progetto guidato da volti nuovi, che dia non solo l'idea del rinnovamento ma offra anche un inedito personale rappresentativo. Un progetto all'apparenza impossibile, e proprio per questo intrigante all'occhio di qualche coraggioso.
Max Lodi

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