Mercoledì 23 Gennaio 2013

Addio estremi, oggi vogliamo risposte concrete

Monti dice che non esiste più né destra, né sinistra, anzi Dio ci liberi da queste divisioni superate dalla storia. Chissà, forse ha ragione, ripeto forse, anche perché i partiti sono un po' tutti uguali, hanno gli stessi programmi, tutti vogliono abitare in quel lussuoso grande centro, alibi per dimenticarsi dei poveri. Ma la realtà non è così: se destra e sinistra fossero scomparse non ci sarebbero poveri e ricchi, sfruttati e sfruttatori, oppressi e oppressori. Non ci sarebbero contribuenti onesti o evasori fiscali, imprenditori che considerano il sindacato dei lavoratori una sorta di palla al piede da cui liberarci.

Emilio Vanoni

Monti si riferisce alla tradizionale incomunicabilità ideologica tra destra e sinistra. C'erano una volta estremi che adesso si toccano. Perfino si integrano, come appare chiaro da alcuni punti dei rispettivi programmi elettorali: c'è poca differenza, quasi nessuna. Ma il punto è anche un altro: la trasformazione sociale, con l'insediarsi d'un blocco di ceto medio allargato, ha portato a conseguenze politiche. I cittadini non giudicano la possibilità d'essere rappresentati in base a storia e vocazione dei partiti; ma in base alla loro pratica capacità di rispondere agl'interessi odierni di ciascun elettore. Infine la questione crisi: di fronte a un collasso finanziario con gravi ricadute economiche e sociali, bisogna saper rispondere (sapersi difendere) in modo unitario, trasversale ai vecchi steccati, moderno. È un modo né di destra né di sinistra né di centro: è un modo d'atteggiarsi differente rispetto alla diversità epocale. Se si resta immobili, come si fa ad andare avanti?

Max Lodi

© riproduzione riservata

Tags