Martedì 30 Aprile 2013

Il caso Rodotà e quei numeri da beffa italiana

Solo dopo la rielezione di Napolitano veniamo a sapere da Grillo che Rodotà era stato proposto da 4.677 membri del movimento grillino. Gli esponenti grillini (selezionati direttamente da Grillo, con le modalità che ha voluto lui) che avevano diritto di voto nelle primarie del Movimento Cinque Stelle per la scelta del candidato presidente erano 48.292, e hanno votato tanti candidati diversi. Quindi, se la matematica non è un'opinione, il 90,3% degli stessi militanti avrebbe voluto un altro candidato, dato che Rodotà è stato votato solo dal 9,7%. E con questa percentuale volevano proporlo al 100% degli italiani? Grillo ha una sua strana visione della democrazia! 

Giuseppe Colombo

Grillo ha, per così dire, una visione strana anche di Rodotà: un tempo lo inseriva nella lista dei censurabili privilegiati della Repubblica da rifondare, poi ha cambiato parere. Lanciando il suo nome per il Quirinale ha messo in difficoltà il Pd, ma alla fine ha creato guai a se stesso. Non contare nulla nella scelta del presidente della Repubblica, quando avrebbe potuto contare assai, è stato un errore grave. Una candidatura unitaria di sinistra ci poteva stare: per esempio Prodi, indicato anche da una quota d'iscritti al M5S. Ora Grillo si augura che il governo Letta fallisca rapidamente (o addirittura non nasca affatto) e si ritorni a votare. Ma chi garantisce che ne otterrebbe un vantaggio? 
Le regionali del Friuli l'hanno fortemente ridimensionato, i sondaggi danno in crescita Berlusconi, e un Pd che - sia pure diviso e perfino asciugato da una scissione a sinistra - si affidasse a Renzi, nella prossima campagna elettorale porterebbe via a Grillo non poco del molto che gl'italiani gli han dato.

Max Lodi

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