Giovedì 09 Maggio 2013

La Bicamerale? Legge elettorale da cambiare

Ormai l'architettura del governo è definita, le commissioni sono sul piede di partenza: urge dare un segnale di cambio di passo. Monti fu liquidato al grido «ci vuole un governo politico». Oggi un governo politico c'è e con una maggioranza schiacciante può decidere quello che vuole. Non manchi all'appuntamento con gli italiani. Se dovesse fallire, il cerotto delle elezioni non servirà. Aspettiamo cose concrete, quindi va abbandonata la Bicamerale: introdurrà elementi di discordia che bloccheranno i provvedimenti concreti. La crisi non è colpa della Costituzione, è colpa di tutte le leggi fatte a dispetto della stessa.

Francesco Degni
Bisognerebbe cominciare a far funzionare le leggi esistenti. Molte non sono cattive: sono inapplicate. Una è cattiva e applicata: la legge elettorale. Ecco che cosa va cambiato subito, accompagnato dall'introduzione di provvedimenti per il rilancio del lavoro, della produttività, dell'economia. Decisioni semplici e importanti. Non è semplice, e neppure importante, dar vita alla Bicamerale. Si spenderebbero mesi e chiacchiere senz'alcun risultato apprezzabile. Non è questo un governo così autorevole da conferire a un'assemblea il mandato di riscrivere la carta costituzionale della Repubblica. Troppo fragile l'esecutivo lettiano, troppo resistenti gl'interessi di partito per cedere a quello generale che dovrebbe ispirare i nuovi padri della Repubblica (uno s'è già candidato a essere il padre dei padri, prendendosi l'accusa di padrone o padreterno). Meglio privilegiare il profilo basso, quando la politica naviga in alto mare dopo aver sbagliato rotta.

Max Lodi

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