Domenica 28 Giugno 2009

La destra in crisi? Franceschini ci ha visto male

Sentendo le dichiarazioni fatte in questi giorni da parte del segreterario del partito democratico Franceschini, sinceramente non potevo che non rimanere basito dalle sue parole! Il «day after» delle elezioni europee e prime tornate elettorali comunali, lo stesso segretario osava dire che i risultati per il suo partito non erano poi così male! Solo 8 punti percentuali persi rispetto alle ultime amministrative. E per lui era un buon risultato. Dopo i primi risultati dei ballottaggi, codesto signore osava dire che era iniziato il declino per la destra italiana. Vedo che pochissime città sono rimaste a sinistra, solo nello zoccolo duro dell’Emilia e Toscana, con Firenze e Arezzo, nel Veneto con Padova e in Puglia con Bari, in Piemonte con Torino, solo per citare le più popolate, si è registrata una vittoria del Pd. Milano, Venezia, Prato e Savona sono passate al Pdl e le percentuali sono tutte a favore della coalizione di Berlusconi. Non riesco a capire cosa di positivo ci sia in questa ennesima «disfatta rossa». Franceschini è un grande alleato per Pdl e Lega.

Fabio Noseda

Purtroppo per il Pd, è proprio così. Franceschini non poteva fare commento peggiore al voto amministrativo. Mi ha ricordato una frase tanto antica quanto celebre, e tanto arrogante quanto divertente: se i fatti sono diversi dalle opinioni, tanto peggio per i fatti. I fatti sono che trentadue amministrazioni locali (su un totale di novantadue: parliamo di Province e di Comuni capoluogo) hanno cambiato governo, passando dal centrosinistra al centrodestra. Nessuna è passata dal centrodestra al centrosinistra. I fatti sono che nel centrosud il centrodestra ha conquistato dieci province e tre comuni, nel Nord undici province e cinque comuni. I fatti sono che due province e un comune nelle regioni cosiddette rosse e di tradizionale “spettanza” del centrosinistra sono cadute nelle mani degli avversari. I fatti sono che le vicende personali riguardanti Berlusconi hanno allontanato dalle urne, piuttosto che riaccostare ai rivali, molti elettori. L’opinione derivante da tutto ciò è che il Pd avrebbe potuto ben diversamente profittare della situazione. Se saprà fare un’analisi in questa chiave, forse riuscirà ad arrestare il suo declino. Se farà propria quella del segretario, seguiterà a declinare comodi sogni con una scomoda realtà e a infilare una battuta d’arresto dopo l’altra. Se si perde 32-0 quando il competitore in crisi, quando e come si pensa di vincere? Forse è il caso di rivolgersi a un nuovo allenatore.

Max Lodi

p.marengo

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