Giovedì 05 Novembre 2009

Quei frontalieri trattati come evasori fiscali


Sono una frontaliera che lavora in Svizzera da 30 anni e ho sempre pagato le tasse sia in Italia sia in Svizzera. Sul conto corrente che ho in Svizzera ho depositato quello che mensilmente risparmio da lavoro dipendente dopo aver tolto quanto mi serve per vivere.
Ora leggo sui giornali che su tale conto posso avere solo fino a euro 10.000, il resto dovrei farlo rientrare in Italia. Le sembra giusto che una persona che si alza tutte le mattine alle 5 e mezzo per poter essere sul posto di lavoro a Lugano e rientra fra le 17,30 e le 18 di ogni giorno, 90 km giornalieri con bello e brutto tempo, sia paragonata ai signori politici o industriali che per non pagare le tasse in Italia hanno esportato i loro capitali senza fare sacrifici ed evadendo quanto dovevano al loro Stato, dal quale usufruiscono degli stessi servizi che ho io? Io mi rifiuto di riportare in Italia i risparmi di una vita perché non ho fiducia nel sistema bancario italiano, solo che se beccano me, vado in galera, i signori che hanno esportato illegalmente invece si sentono dire bravi perché hanno fatto rientrare solo la parte che non potevano fare a meno di rendere pubblica, perché sono convinta che chi ne ha tanti manterrà sempre tutti quelli che può all’estero. La prego di portare la mia anche all’attenzione di qualche politico locale perché se ne faccia carico e distingua gli evasori dagli onesti.
La ringrazio in anticipo e distintamente saluto.


Lettera firmata


Gentile signora,

credo che mai come in questo caso si possa essere d’accordo con lei. Lo scudo fiscale del ministro Tremonti, infatti, non sembra affatto fare distinzione tra veri evasori fiscali, persone impunite che hanno portato all’estero capitali infiniti per preservarli dal prelievo delle tasse, da chi, invece, produce i propri redditi lavorando e certificando i propri guadagni pagando le imposte richieste in quel Paese. Detto questo, la sua lettera merita una sola precisazione: il limite di 10mila euro è stato fissato come unica somma oltre la quale scatterà l’accertamento del Fisco, ma in un solo caso. E cioé se quella cifra non è stata indicata da lei nel modello Unico (quadro RW) della propria dichiarazione dei redditi. In questo caso sarebbero infatti soldi sconosciuti al Fisco italiano. E quindi ritenuti illegali. Diversamente (e cioé se dichiarati) lei potrà ancora detenere in Svizzera i propri guadagni perché non ritenuti frutto di espatrio illegale di denaro, ma frutto di retribuzione regolarmente dichiarata e certificata. E quindi non si applicherà lo scudo fiscale, l’obbligo di farli rientrare in Italia.

Simone Casiraghi
s.casiraghi@laprovincia.it

f.angelini

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