Lunedì 01 Settembre 2008

Elezioni Usa: Obama aiuterà il voto di massa?

L’attenzione del mondo intero in questo momento è su Barack Obama, il candidato democratico alla Casa Bianca. Si nota fra l’altro una  grande partecipazione di sostenitori durante le  cosiddette "convention"; naturalmente questo succede anche per quanto riguarda l’avversario, il repubblicano John McCain; tanta attenzione quindi per queste elezioni presidenziali, molta partecipazione di popolo, dei media ecc.ecc.; eppure quando gli americani andranno a votare il prossimo novembre i votanti, se si rispetterà la media delle elezioni passate, saranno attorno al 50% degli aventi diritto. Noi, in Italia, passiamo tranquillamente l’80%. Sembra incredibile ma, per eleggere il più importante presidente della terra abitata, metà degli americani stanno a casa. Per le elezioni congressuali, denominate del "mid-term" vanno a votare solo il 36% degli aventi diritto.
Gli analisti dicono che una delle cause della poca affluenza alle urne è dovuta, purtroppo, alla «scarsa dimestichezza con la parola scritta...alti livelli di anafabetismo...quindi incapacità di comprendere messaggi scritti»; pensate, il Paese all’avanguardia nella ricerca scientifica ha anche questo risvolto negativo.
Quest’anno però nella sfida elettorale c’è la bella faccetta nera di Barack Obama e questo, probabilmente, comporterà una mobilitazione per cui penso che andremo molto oltre al 50% dei votanti. Se durante la campagna elettorale l’attenzione si focalizzasse sul colore della pelle dei candidati penso che gli uomini bianchi faranno fare corsi accelerati di bella scrittura a molti analfabeti in modo da contrastare gli elettori di Obama. Spero che questo mio pensiero sia dovuto al troppo caldo agostano e che tutto proceda in modo liscio come nel passato.

Virgilio Testoni
Grandate

Personalmente non penso che il grado di democrazia e maturità di un Paese non si calcoli sulla base dell’affluenza alle urne, quanto piuttosto dalla consapevolezza del voto e dalla solidità e rispetto delle istituzioni. La riprova l’abbiamo vicina: la Svizzera, ad esempio, e la nostra Italia che nonostante l’80% e passa di votanti soffre ancora di molti dei difetti delle giovani democrazie. Quindi credo proprio che la maturità americana passi, per fortuna, ben al di sopra del colore della pelle anche se il fattore razziale pesa ancora. La partecipazione al voto, però negli Usa, è più un fattore di cultura e condizioni economiche. Quindi proprio l’elettorato di colore è fra i più refrattari al voto. Finora almeno, prima del fattore Obama.

Umberto Montin
u.montin@laprovincia.it

p.marengo

© riproduzione riservata

Tags