Giovedì 15 Maggio 2008

La Casta lariana e le promesse da marinaio

Prima della recente tornata elettorale, tutta la "Casta" dell’intero arco costituzionale ci aveva promesso che avrebbe diminuito i costi della politica e di questo argomento molti partiti avevano fatto il cavallo di battaglia. Non sono passati nemmeno 15 giorni dalle votazioni ed ecco che la giunta provinciale si incrementa la già cospicua indennità. Credo che tale decisione, contraddittoria ed inaudita anche dal punto di vista etico, non faccia altro che avvalorare l’ipotesi - da molti invocata a gran voce - di cancellazione delle Province, perché Enti farraginosi ed enormemente costosi.
Il presidente Carioni in primis dovrebbe spiegarci questo improvviso voltafaccia, mentre la direzione politica della Lega Lombarda dovrebbe dare una valutazione della fattispecie, magari anche con l’identica grettezza di cui è capace nel censurare comportamenti di altre parti politiche. Quel che è certo è ciò che sicuramente alberga nella mente di molti cittadini che riflettono sulla decisione di cui sopra, ovvero che il famoso senso civico unito alla coerenza di comportamenti non si sono perduti solo nel Tevere, ma anche nel nostro lago!

Alessandro Baietti
Lipomo

Non si sono persi solo il senso civico e la coerenza: qui è saltato il collegamento con la realtà. Ogni giorno i comaschi si svegliano un po’ più poveri, un po’ più indebitati, un po’ meno ottimisti. Cresce il numero di persone che dichiara un reddito sotto i mille euro (sono già 371), ma mi piacerebbe sapere come fanno a vivere gli altri cinque, sei mila che dichiarano fino a 10 mila euro. In quest’elenco, accanto a molti evasori, ci sarà anche qualche povero autentico, se è vero che la mensa di via Grossi serve 110 pasti quotidiani a chi non ha il soldi per mangiare e il Banco di solidarietà fa la spesa per 95 famiglie. Non siamo neppure capaci di tenere un dormitorio aperto tutto l’anno, e in questo contesto da Caporetto la giunta provinciale decide di tornare ai compensi prima dei tagli: 6 mila euro al presidente, 4 mila gli assessori. Un bel prendere, non c’è che dire.
E’ una scelta impopolare, fuori tempo e fuori luogo, fatta proprio da quella componente politica che più delle altre è stata premiata dal consenso. Ma chi ha dato la sua preferenza ai candidati del Carroccio non credo intendesse conferire loro un mandato di pagamento in bianco. Vedremo se le reazioni negative all’interno della stessa Lega avranno un seguito, o se la Casta lariana ci offrirà l’ennesima dimostrazione di intoccabilità.

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia.it

p.marengo

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