La telefonata di Berlusconi a Ballarò

Il Cavaliere intervenendo in diretta a Ballarò, dà importanza a Floris, il quale, more solito, accetta la diretta e poi non lo lascia parlare. Povero  piccolo. Dopo un miglioramento è ridiventato quel bambino che G.B. Shaw, quando parla di scout indica con un aggettivo particolare. Berlusconi, una volta intervenuto doveva continuare. E poi, tutti quegli attentissimi e “coerenti” spettatori, tra i quali la Bindi, che ha sorriso al momento della telefonata, facendo intendere: ma chi crede di essere il Cavaliere, dimentica che, proprio lei, in diretta, una domenica tirò le orecchie a Frizzi, perché si era permesso di criticare il dicastero che rappresentava in quel tempo: mi pare la Sanità. Mi aspettavo una valanga di lettere per ricordare il fatto, invece no. E' vero che la memoria, dice chi non l'ha, è l'intelligenza degli asini ma l'altra sera ci voleva. Per finire, è meglio essere asini con la memoria che solo asini.

Giovanni Bartolozzi

Floris ha lasciato parlare Berlusconi. E' stato costretto a lasciarlo parlare dalla veemenza di Berlusconi. Lei dice: pensavo di leggere di più su quest'intervento. Ma guardi, caro amico, che se n'è scritto. Non se n'è scritto, questo sì, con sorpresa, trattandosi dell'ennesima volta e non della prima in cui Berlusconi ha preso il telefono e ha grandinato proteste nella trasmissione di Floris. Il Berlusconi premier sa che non dovrebbe fare simili incursioni, ma il Berlusconi privé non può esimersi dal farle. E impetuosamente le fa. Ovvio che si becchi l'accusa (quantomeno quest'accusa) d'irritualità. E tuttavia ben vengano le irritualità se sono tali. Quando c'è da ascoltare e discutere, va bene tutto. E vanno bene tutti in ogni luogo e occasione. E Floris? Floris fa il suo mestiere come altri del ramo. A volte bene, a volte meno bene. Fino a prova contraria, bisogna credere alla sua onestà intellettuale. La prova contraria sarebbe che lui invita solo qualcuno e non qualcun altro: finora non è mai accaduto. Ciò non significa apprezzare sempre e comunque Ballarò. Non è apprezzabile, per esempio, quando il dibattito viene sostituito dalla caciara e si apre la corsa a chi grida di più, a chi recita parti ormai tristanzuole, a chi svicola da un argomento e si tuffa in non richieste alternative. Lì a mancare è il conduttore, che si lascia condurre anziché fare il contrario. E' un errore in cui cade Floris, ma in cui cade anche Santoro. Vi cade di meno Vespa, il tanto deplorato Vespa. Professionalmente parlando, resta il più bravo. Ma nessuno ha il coraggio (oggi bisogna dire così: ha il coraggio) di riconoscerlo.

Max Lodi

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