Giovedì 16 Aprile 2009

Ma ora basta primedonne nella tragedia

E’ ora di finirla. Ogni giorno, su giornali, tv, riviste ecc. assistiamo impotenti al carosello di personaggi che vanno ad Aquila e dintorni non per portare aiuto vero a chi soffre ma solo per una gratuita pubblicità a se stessi. Da ultimo anche lo chef Vissani che alla guida di cuochi della sua associazione, ha cucinato nelle tendopoli nella giornata di Pasqua. Questa iniziativa ha provocato dure reazioni e molti problemi alla Protezione Civile che chiedeva un flusso diluito nel tempo degli aiuti. Al tutto si aggiunge la giusta polemica dei ristoratori abruzzesi che di fatto non partecipano, perché lamentano, giustamente, solo una sorta di vetrina mediatica e di protagonismo personale. All’Aquila non manca cibo. Ma, si sa, le telecamere tra qualche tempo lasceranno l’Aquila e l’Abruzzo e il signor Vissani rischiava di cucinare senza essere ripreso.

Attilio Scotti


Caro Scotti,
non saremmo in Italia senza la processione di “madonne pellegrine” che sfruttano ogni spiraglio mediatico per apparire e pubblicizzare il loro nulla interiore, a spese di chi ha perduto in pochi secondi affetti e beni primari. Il circo della televisione porta con sé il consueto codazzo di nani e ballerine, personaggi mantenuti da chi paga il canone o consuma quintali di merendine, risi miracolosi e quant’altro serve ad alimentare illusioni e conti in banca dei soliti noti. Farsi fotografare o filmare con il terremotato mette a posto la coscienza e fa salire l’audience personale, specie se ultimamente un po’ in ribasso come quella del signor Vissani, perché anche i cuochi, come gli yogurt, hanno per fortuna una data di scadenza. Ma la nostra “civiltà” dell’immagine fa sì che ognuno si metta in primo piano senza pensare al senso del ridicolo o all’assurda spettacolarizzazione del dolore cui assistiamo da decenni, ormai, nelle zone di guerra come in quelle colpite da calamità naturali oppure sulla scena di un crimine.
E ciò che è peggio, è che qualche volta anche qualcuno dei colpiti dall’enorme disgrazia indugia volentieri a favor di telecamera, abituato ormai a mettere in piazza fatti privatissimi come è uso fare su facebook o nelle piagnucolose serate della De Filippi. In altri tempi, un personaggio pubblico come Vissani avrebbe staccato in silenzio un consistente assegno a disposizione dei soccorsi, oggi si preferisce il “beau geste” in video, che costa nulla e rende tanto, compresa magari qualche nuova ricetta imparata in tendopoli e riservata poi, a prezzi astronomici, a qualche affezionato cliente di esclusivi ristoranti. O preparata magari in diretta tv, assieme a qualche conduttrice dalla lacrima facile, pure lei reduce dall’aver osservato dal vivo la sofferenza.

Mario Chiodetti

p.marengo

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