Domenica 19 Aprile 2009

Quell’asfalto è pericoloso: e il Comune lo sa

Cara Provincia,
con la presente, intendo rispondere all’assessore Caradonna in merito all’asfalto sul ponte nuovo. Come molti automobilisti sapranno, già dall’anno dopo l’apertura ci sono stati problemi con la tenuta del bitume. Anche d’inverno con la sola umidità si rischia di scivolare notevolmente, anche senza basse temperature. Figuriamoci con la pioggia!
Per cortesia non cadiamo dalle nuvole! Vi ricordate le curve di Villa Olmo? Tutti negavano, ma appena ci è scappato il morto si sono subito affrettati a riasfaltare almeno le curve. Aspettiamo la stessa cosa per il ponte nuovo? Lancio la sfida a tutti gli automobilisti che percorrono quel tratto di strada a confermare o meno la pericolosità di quell’asfalto!
Anche le autostrade usano l’asfalto drenante, ma problemi del genere non si sono verificati. Molto probabilmente la ditta che ha svolto i lavori ha risparmiato un pochino. Da segnalare che lo stesso effetto si ripete nella piccola galleria di Tavernola, dove almeno due volte al mese qualcuno si schianta! Anche li aspettiamo il morto? Non diamo sempre la colpa alla velocità, giusto per scaricare la responsabilità della cattiva manutenzione delle nostre strade. Del resto, dall’assessore le uniche parole che escono sono sempre le stesse: la colpa non è mai sua, semmai della cattiva sorte, della velocità e non ultimo del maltempo che ci mette del suo... Ma sbaglio o anche nella vicina Svizzera piove, nevica, ecc... Si assuma le sue responsabilità.
Grazie per lo sfogo

Giorgio Todisco
Como

Caro signor Todisco,
 l’asfalto sulla bretellina (o ponte nuovo, come lo chiama lei) è palesemente pericoloso. Lo sa bene anche il Comune che, non a caso, vicino al cartello che impone il limite dei trenta chilometri orari, ha installato fin dall’inaugurazione del viadotto anche due segnali di pericolo che indicano fondo sdrucciolevole, come si vede chiaramente nella foto pubblicata sull’edizione di ieri, a pagina 21. Quel cartello è la classica "excusatio non petita". Ha ragione l’assessore quando dice che il limite dei trenta c’è anche altrove (in via Bixio o in via per Cernobbio, tanto per citare due esempi). Ma da nessuna altra parte è associato al segnale di strada sdrucciolevole. Qualcosa vorrà dire. O no?

Stefano Ferrari

p.marengo

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