Lunedì 04 Maggio 2009

Referendum e propaganda che inganna

Si è molto parlato di fare in una sola tornata elettorale referendum e altre elezioni previste, per risparmiare. Sappiamo come sono difficili le cose in Italia. Eppure si potrebbero risparmiare molti soldi evitando la stampa e l’affissione inutile di manifesti relativi a convocazione dei comizi elettorali ,eccetera. Inoltre alla fine delle elezioni vengono stampati i manifesti con l’elenco degli eletti mai veritieri perché si riferiscono agli eletti senza tenere conto delle opzioni o dimissioni dei vari capilista e di altri eletti. Ma naturalmente tutti sanno che questi manifesti dopo decenni di tivù e internet non servono a nulla, tranne quello con le liste ufficiali delle liste, ma pigramente la burocrazia esegue alla lettera il dispositivo di legge e tutti sono a posto. Tra 5 anni sarà ancora così nonostante i proclami di Brunetta. In compenso migliaia di manifesti in anticipo sulla campagna elettorale campeggiano sugli spazi pubblicitari.

Vincenzo Campanella



Il referendum non sarà accorpato alle prossime elezioni europee e amministrative come sarebbe stato logico dal punto di vista finanziario, risparmiando qualche centinaio di milioni d’euro. Non era infondato il rilievo circa il traino inusuale che europee e amministrative avrebbero esercitato sui votanti, ma assai più fondato era - ed è - il timore di partiti come la Lega, che da un esito favorevole ai referendari (riforma della legge elettorale con premio di maggioranza alla lista, e non alla coalizione, che raccoglie i maggiori suffragi) ha tutto da perdere. Berlusconi l’ha assecondata lasciandola in sostanza libera di decidere la data della consultazione, però ha voluto ricordare - tanto per chiarire i rapporti di forza con gli alleati - che un “sì” non gli dispiacerebbe. E si capisce: abrogata la legge elettorale in vigore e licenziatane una in chiave maggioritaria, il Cavaliere governerebbe l’Italia per almeno un decennio senza dover chiedere l’appoggio di nessuno. Chiarito questo, e ritornando al capitolo spese utili-inutili, ciò che indica lei, caro Campanella, meriterebbe d’esser tenuto in considerazione. Tuttavia credo che non staremmo a sottilizzare sul costo dei manifesti elettorali, se i costi della politica e dello Stato non risultassero elevati come sono. Anziché ridurre queste spese, bisognerebbe evitare di largheggiare in altre: in un Paese in cui si sprecano molte inutile chiacchiere, basterebbe sprecare meno risorse pubbliche per avere una gestione più economica. Siamo d’accordo o no? Nessuno indirà mai un referendum per sottoporci un simile quesito.

Max Lodi

p.marengo

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