Venerdì 08 Aprile 2011

Cozzolino, qua la mano:
"Como io tifo per te"

COMO - «Dicono che il Como vince perchè me ne sono andato io? Beh dai, sono contento, vuol dire che anche stavolta è merito mio se il Como finisce bene...». Ride Beppe Cozzolino, ora un po' più serenamente di qualche mese fa. Se ne è andato, inseguito da dubbi e anche qualche poco simpatica insinuazione... «Ma io tifo Como, tifo per voi. Per i miei compagni e per i miei tifosi di Como. Se mi dà fastidio che adesso la situazione sia così migliorata, senza di me? Ma no, non scherziamo. Per me Como è stata una seconda casa. Ho passato una delle stagioni più belle della mia carriera, non potrei mai augurare qualcosa di negativo a chi mi ha voluto così bene. Io ho portato con onore la fascia di capitano del Como, ho dato tanto, e ho ricevuto tantissimo».
Ma allora, che è successo realmente?
«Ci sono state divergenze tra me e Di Bari. Cose che dovevano andare in un modo e sono andate in un altro».
Questioni economiche?
«Non solo economiche. Ma in parte posso anche capire che il momento fosse particolare. Tutta quella fase in cui cercavano di vendere la società, c'erano tante tensioni esterne, forse era inevitabile che alcune cose passassero in secondo piano. Poi non erano contenti del mio rendimento, e anche questo poteva starci. Però...»
Però?
«Mi ha deluso soprattutto qualche persona all'interno del Como, staff e dirigenza, che non ha speso mai neppure una parola per me, nonostante quello che ho fatto per questa squadra l'anno prima. Sono dispiaciuto per quello, umanamente. Calcisticamente ci può stare tutto, mi rendo conto che non stavo facendo bene. Ma nessuno può rimproverarmi l'impegno, non è giusto».
Come mai ora va tutto così bene, secondo te?
«Beh, abbiamo visto l'anno scorso l'utilità del mercato di gennaio. Ma non solo:  ci sono giocatori come Maah e Franco, per esempio, che ora sono importantissimi e che ci hanno messo un po' per entrare in forma».
Qualcuno dice che tra i motivi c'è anche la partenza di Cozzolino, che "spaccava" lo spogliatoio...
«Stupidaggini. Se un giocatore da solo riesce a mettere in crisi tutti gli altri, il problema mi pare che dovrebbe essere soprattutto la debolezza degli altri, no? Invece questa non è una squadra senza personalità, anzi. Poi se qualcuno al di fuori vuole parlare a caso, lo faccia pure, che devo dire? C'è anche chi ha detto che con la Spal ho fatto apposta a farmi espellere, o che mi sono venduto la partita... E perchè avrei dovuto farmi squalificare tutto gennaio, soprattutto se ero così convinto di andarmene, come dicono? Non scherziamo, dai»
Ripensandoci ora, ti sei pentito di aver firmato un biennale con il Como l'estate scorsa?
«Da calciatore sì, sono sincero. Per come andavano le cose me ne ero già pentito prima di andarmene via.Forse avrei potuto avere una stagione migliore. Ma da uomo no. Perchè è una scelta che ho fatto con il cuore e con la gioia di restare in un ambiente con cui ho stabilito un rapporto meraviglioso. Dunque, nessun rimorso».
Ma tu da rimproverarti non hai niente?
«Sì, aver dato fiducia a persone che forse non la meritavano. Quello è stato l'unico errore».
Dunque, stai davvero tifando Como?
«Sì, seguo le vicende attraverso qualche compagno e qualche amico. Sono felice, lo dico davvero, se loro lo sono. E se tutti i tifosi del Como lo sono».
E poi, tu hai un altro anno di contratto col Como...
«Dunque, anche egoisticamente, il bene del Como è anche il mio... Io la considero una pausa, non è detto che la mia storia lì sia finita. Ma a prescindere, ho Como e i suoi tifosi nel cuore. La maglia si può togliere, le emozioni no. E quelle non me le porterà mai via nessuno... Forza Como, io tifo per voi!».

g.valentini

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