Polemica su Orsenigo  «Angiuoni stia sereno»
Il presidente del Como Pietro Porro replica a Enzo Angiuoni (Foto by Foto Cusa)

Polemica su Orsenigo

«Angiuoni stia sereno»

La società replica alle contestazioni dell’ex presidente

Enzo Angiuoni provoca, il Calcio Como risponde. L’ex presidente non ha digerito il fatto che il centro sportivo di Orsenigo non sia più un bene del Calcio Como ma sia passato nelle mani della società che controlla il club.

Come già accaduto nei mesi scorsi, Angiuoni - che acquistò a suo tempo il centro ma a nome del Como, mettendo anche una fidejussione a garanzia del mutuo - ha di nuovo portato all’attenzione generale il fatto che diverse rate del mutuo risultano insolute, fatto di cui è messo a conoscenza direttamente dalla Banca. E in questa fase in cui il Calcio Como è oggetto di trattative, e quindi può esserlo anche il centro di Orsenigo o quantomeno il suo utilizzo, Angiuoni si chiede anche quanto Orsenigo sia stato pagato dalla S3C.

Il Calcio Como ha risposto ieri tramite il sito ufficiale della società. Ribadendo la regolarità dell’operazione di compravendita. «Al signor Angiuoni diciamo di stare tranquillo... Il centro è stato acquisito dalla società S3C, controllante del Calcio Como per il 99% delle quote del capitale sociale, i cui soci sono i proprietari del Calcio Como. La compravendita, come legge vuole, è stata fatta per un congruo corrispettivo mediante un atto pubblico rogato da un notaio, annotata nei registri immobiliari; nessun sotterfugio è stato perpetrato, nessuna manovra strana è stata compiuta. I soci della S3C sono noti a tutti, non c’è nessuna holding, nessuna scatola cinese».

«Quando il Calcio Como è stato acquistato dalla gestione precedente - si legge ancora - aveva una situazione debitoria importante, pertanto è stato preferito spostare la proprietà del centro sportivo sotto una società con i conti a posto e con un capitale sociale interamente versato pari a 2 milioni di euro, in grado di versare al Calcio Como una somma considerevole, assai superiore a quella versata da lui e il signor Di Bari». La cifra versata a suo tempo da Angiuoni a Barzaghi, per la cronaca, era di 1.100.000 euro. Di cui 800.000 coperti dal mutuo.


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