«Addio, mio Antonio  Non ti meritavi  una fine del genere»
Gli uomini della Squadra Mobile di Como a Cinisello durante le operazioni per la riesumazione del cadavere di Antonio Deiana

«Addio, mio Antonio

Non ti meritavi

una fine del genere»

Il dolore di Antonella Deiana, la sorella dell’uomo scomparso 6 anni fa, ucciso e sepolto in uno scantinato a Cinisello

«No, non si meritava una morte così». Antonella Deiana, la sorella minore di Antonio è straziata dalla verità sul destino di suo fratello. Le risposte che per tanto tempo ha cercato con la mamma (che tempo fa ha avuto un infarto), mostrando una forza d’animo e un amore fraterno tutte al femminile, Antonella le ha avute senza sconti e con la brutalità che solo quella realtà raccontata nei film drammatici può dare. Ma non siamo in un film. Suo fratello è stato ucciso e poi seppellito in uno scantinato a Cinisello Balsamo, periferia di Milano. E lì è rimasto per sei lunghi anni, fino all’altro giorno.

«La verità che aspettavamo da tanti anni è arrivata, cosa devo dire? Ringrazio gli inquirenti – aggiunge piangendo Antonella, classe 1982 – Antonio non si meritava una morte così, era un buono, se qualcuno gli dava uno schiaffo se lo teneva, si commuoveva per una pubblicità. Sì, possono scrivere quello che vogliono ora, ma lui non meritava una morte così. Sono davvero devastata da un dolore che non riesco neppure a descrivere».

Un destino terribile, scene agghiaccianti si susseguono nella mente di Antonella ora che sa che anche Antonio, dopo Salvatore, ha avuto una fine ignobile, scritta tra violenze e vendette senza edulcoranti in una realtà, quella di una piccola porzione della Provincia di Como e dell’area metropolitana di Milano, in cui le storie di omicidi, accoltellamenti, colpi di grazia, assassini che ammazzano senza pietà ed occultano i cadaveri sotto una colata di cemento, si consumano veramente.

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