Aiuta disabile a salire sull’autobus  L’autista: «Ora resta a bordo pure lei»
Una passeggera di Asf in carrozzina in attesa del bus (Foto by archivio)

Aiuta disabile a salire sull’autobus

L’autista: «Ora resta a bordo pure lei»

Giovane costretta ad abbandonare l’auto in strada con borsa e cellulare - Si era offerta di aiutare una ragazza in carrozzina, costretta a viaggiare fino a piazza Vittoria

Guidava la sua auto lungo via Bellinzona all’altezza di Monte Olimpino. Erano le 11.30 della mattina. Ha notato una disabile in carrozzina, spingersi a fatica e in salita fino alla fermata dell’autobus. Ha pensato di accostare, scendere dall’automobile e aiutare quella ragazza a raggiungere la pensilina in tempo per salire a bordo del bus della linea 1 che stava sopraggiungendo proprio in quel momento. Per la 19enne comasca dal buon cuore, Sofia L., è stato quello l’incipit di una storia surreale che le è toccato vivere.

Perché una volta salita sull’autobus spingendo la carrozzina della disabile, si è trovata le porte chiuse alle spalle dall’autista che alle rimostranze della giovane («guardi che io non devo prendere il bus, mi faccia scendere») ha replicato con un perentorio: «Non è un mio problema». Tanto che l’autobus è ripartito, “sequestrando” la giovane fino a piazza Vittoria dove è poi scesa assieme alla disabile.

Un viaggio non richiesto fatto senza borsa, senza cellulare, senza documenti, rimasti a bordo dell’auto (aperta). «Quando ho visto quella ragazza spingere a fatica la carrozzina ho pensato di aiutarla – racconta Sofia – L’autista ha abbassato la pedana, ci ha fatte salire, poi però mi ha detto che non potevo scendere».

Il regolamento di Asf sui diversamente abili recita che, per i passeggeri in sedia a rotelle (uno solo quello accolto per ogni bus), “per la salita e la discesa il cliente deve muoversi in autonomia”, oppure può “essere aiutato dall’eventuale accompagnatore” che però è obbligato a restare a bordo, ma solo se il disabile non è autonomo, e non è questo il caso. Non fosse altro che la stessa ragazza in sedia a rotelle quel bus l’aveva già preso più volte, da sola. «Quando l’autista mi ha detto che non potevo scendere e dovevo accompagnare la ragazza – prosegue Sofia L. – ho provato a chiedergli almeno di poter recuperare la borsa, il cellulare e chiudere la macchina che avevo lasciato in strada. Ma anche in quel caso mi ha risposto che non era un suo problema».

La corsa è così ripartita e la giovane è scesa solo in piazza Vittoria. «Avrei potuto scendere alle fermate intermedie, ma l’autista mi aveva avvisato che in tal caso avrebbe dovuto scendere anche la ragazza in carrozzina».

Ha segnalato la cosa all’azienda? «Ne sono al corrente, ma la colpa di quanto accaduto non è certo di Asf. Cosa possono farci loro se un autista si comporta in questo modo?». Ed in affetti Asf è stata informata di quanto avvenuto sul bus della linea 1 partito da Ponte Chiasso e diretto a San Fermo della Battaglia.

Contattata ieri, l’azienda tramite l’ufficio stampa ha risposto che «dispiace molto per quello che è accaduto nei giorni scorsi. È già partita una serie di approfondimenti interni per chiarire i fatti ed eventualmente prendere i provvedimenti ufficiali del caso».


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