Andrate, spari sul cartello  «Ma è un vecchio fatto...»
Fino Mornasco fraz. Andrate fori di proiettile sul cartello all'ingresso del paese (Foto by Andrea Butti)

Andrate, spari sul cartello

«Ma è un vecchio fatto...»

I buchi sul segnale per la frazione di Andrate sembrano di arma da fuoco. Paese diviso tra chi minimizza e chi lo ritiene vandalismo o intimidazione

Il cartello stradale per salire nella frazione di Andrate è bucherellato: sembrano i colpi di un’arma da fuoco. Un lettore ha avvertito che il segnale all’altezza della rotatoria dove ci sono le scuole elementari è danneggiato e i buchi non sembrano affatto l’opera di qualche picca e nemmeno dei gommini sparati dai cacciatori, inadatti a sfondare la lamiera.

Può certo trattarsi del gesto isolato e incivile di un vandalo con la pistola, un fatto comunque da condannare. Da queste parti però è difficile non pensare ai “tiratori” che nel Sud che si accaniscono contro i cartelli stradali: è una pratica molto diffusa negli ambienti legati alla criminalità organizzata.

Andrate da anni cerca di togliersi l’etichetta di terra di migranti calabresi, ma chi è cresciuto da queste parti ricorda ancora la scritta sul muro di ingresso del piccolo paese, “Andrate e non tornate”.

«Io abito lì e non ci ho mai fatto caso – replica Roberto Fornasiero, assessore ai lavori pubblici di Fino Mornasco – i residenti però mi assicurano che è una ragazzata vecchia di anni, il cartello di prima era stato sostituito perché un altro vandalo ci aveva disegnato sopra il suo bel graffito».

«È un fatto datato – aggiunge il vicesindaco Mimmo Alvaro – vecchio di anni». Così fosse il cartello per entrare in paese non è stato da anni sostituito, nonostante sembri appunto bucherellato da un’arma. «Fosse un vandalo sarebbe comunque un gesto molto brutto – ribatte invece Rossella Pera, capogruppo della minoranza L’Alternativa – ma potrebbe anche trattarsi di un atto dimostrativo a suon di colpi di pistola».

Che con le pallottole a Fino Mornasco non ci sia da scherzare lo testimoniano i 17 episodi di intimidazione contati dai magistrati meno di cinque anni fa nei confronti degli amministratori pubblici. Bossoli recapitati via posta, auto date alle fiamme, la vetrina della concessionaria di un ex assessore crivellata di colpi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA