Campione, boato la notte di Natale  Petardo lasciato in un cestino
Il cestino devastato dall’esplosione dell’ordigno

Campione, boato la notte di Natale

Petardo lasciato in un cestino

Giallo sull’esplosione sul lungolago davanti al Casinò: si pensa a un atto dimostrativo. Le forze dell’ordine minimizzano, ma la tensione per la crisi dell’enclave resta altissima

La notte di Natale un forte boato ha scosso il lungo lago di Campione d’Italia. Un ordigno infatti è stato fatto esplodere davanti al Casinò chiuso dall’estate del 2018: un cestino è andato distrutto. Le forze dell’ordine, fatti i dovuti controlli, hanno minimizzato l’accaduto, ma almeno stando a sentire i campionesi non si sarebbe trattato di un semplice petardo.

I rappresentanti dei comitati civici, contattati amici e conoscenti, spiegano che la brutta sorpresa è stata letta dagli abitanti in maniera spiacevole. Parlano di rabbia, non di bravata. Solo qualche settimana prima, sempre di notte e a proposito di bravate, degli ignoti avevano tolto dal pennone centrale la bandiera nazionale per sostituirla con quella nera con il teschio e le tibie incrociate dei pirati.

Fare scoppiare un ordigno rudimentale nella piazza davanti alla casa da gioco spargendo per terra lamiere e bulloni è inquietante. Di recente per altro, avvicinandosi la data l’ingresso nell’area doganale europea dell’enclave, alcuni gruppi di cittadini hanno espresso malcontento verso il commissario Giorgio Zanzi. L’ex prefetto di Varese da un anno è alla guida del Comune caduto in dissesto economico e rimasto senza un’amministrazione locale.

Alle porte del paese le autorità svizzere ed italiane stanno installando un valico per il controllo delle merci. A Campione d’Italia diversi residenti con toni aspri hanno riferito di sentirsi ormai rinchiusi in un ghetto.


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