Capitale della cultura,   Como perde ancora  Ha vinto Pistoia
L’immagine simbolo della candidatura di Como, Cernobbio e Brunate

Capitale della cultura,

Como perde ancora

Ha vinto Pistoia

Il Ministero ha proclamato la città vincitrice. Dopo l’esclusione dell’anno scorso un’altra bocciatura per la nostra città

Tre mesi fa la proclamazione della capitale italiana della cultura per il 2016, oggi la seconda sconfitta per la candidatura comasca.

Como era in corsa con altre otto città: Aquileia, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. E alla fine ha vinto la Toscana con Pistoia.

Il 28 ottobre scorso l’apposita commissione istituita dal ministero dei Beni culturali aveva scelto Mantova, oggi l’assessore del Comune di Como Luigi Cavadini era a Roma confidando in una sorpresa positiva. Con lui, alla fine deluso, anche il sindaco di Cernobbio Paolo Furgoni, visto che la candidatura non era stata presentata solo dal capoluogo ma anche dai Comuni di Cernobbio e Brunate. Tutti riuniti nel progetto intitolato “Estro armonico”, frutto di un lavoro che ha coinvolto oltre alle tre amministrazioni anche Provincia e Camera di commercio, con il coordinamento affidato alla Fondazione Volta.

«Cercheremo di realizzare, per quanto possibile, le iniziative - ha detto Cavadini - Certo, avere a disposizione risorse importanti come quelle previste per la Capitale della cultura (un milione di euro, ndr) avrebbe reso tutto più semplice, ma l’impegno profuso non andrà perso in ogni caso. La cosa più importante che è scaturita da questa esperienza è proprio la collaborazione con Cernobbio e Brunate - continua l’assessore di Palazzo Cernezzi - Ora il rapporto con le altre amministrazioni è diventato costante e i risultati si vedono già. Dico che porteremo avanti comunque il progetto perché in fondo quello che proponevamo era un potenziamento dell’esistente, la nascita di un sistema in grado di promuovere e valorizzare il patrimonio».

Il dossier inviato a Roma citava come punti di forza, tra l’altro, il lago e il Km della conoscenza, Villa Olmo, il Tempio Voltiano (in vista c’è un intervento di riqualificazione architettonica affiancata da una revisione della collezione e un nuovo percorso di visita con supporti multimediali), ma anche il Teatro Sociale, oltre alla miriade di eventi organizzati dalle realtà più disparate lungo tutto l’arco dell’anno (da Parolario al Festival della luce).


© RIPRODUZIONE RISERVATA