Casinò, niente fallimento  Ma il Tribunale stringe i tempi
Casinò di Campione

Casinò, niente fallimento

Ma il Tribunale stringe i tempi

Nominati due commissari per vigilare sui conti però i giudici

respingono le richieste della Procura

Il Tribunale di Como non fa fallire il Casinò di Campione d’Italia, ma sui tempi concessi alla società per presentare il piano di concordato preventivo che possa evitare la dichiarazione di dissesto concede tempi strettissimi. E sulla richiesta della Procura di congelare i beni e non consentire agli amministratori di tornare a gestire i conti della casa da gioco, respinge l’istanza pur commissariando di fatto la società.

È un’ordinanza che non lascia soddisfatti i legali del Casinò, quella notificata ieri dal presidente del Tribunale di Como e dal giudice relatore Marco Mancini. Perché se è vero che, da un lato, i giudici non hanno accolto la richiesta di fallimento come da auspicio della Procura, dall’altro ha imposto termini molto stretti per la presentazione di un piano di salvataggio aggiornato. E ha già fissato la prossima udienza al primo febbraio, concedendo dunque meno di un mese.

Non solo, perché il Tribunale in un passaggio della sua ordinanza si lancia in commenti negativi sui vertici della società di gestione della casa da gioco: «Pur tenendo conto della delibera di limitazione dei poteri dell’amministratore unico adottata dal Comune di Campione, socio unico del Casinò - si legge nel provvedimento del Tribunale - tuttavia l’inopinata mancata revoca dello stesso ing. Ambrosini, attinto da un procedimento penale per false comunicazioni sociali e che in passato non pare aver fornito buona prova del proprio operato, impone ogni doverosa attenzione volta ad evitare il rischio di deteriorare le condizioni economiche e finanziarie dell’azienda in conseguenza di impropri comportamenti dell’organo amministrativo». Da qui la decisione di nominare due commissari (il professor Alessandro Danovi e l’avvocato Gianluca Minniti, entrambi milanesi) con il compito di vigilare sui conti e sulle scelte amministrative dei vertici della società.

A proposito di procedimento penale, è stato fissata per il prossimo febbraio l’udienza preliminare per le accuse mosse dalla Procura a 17 imputati, tra cui lo stesso Ambrosini, nell’ambito della gestione dei conti del Casinò. (P. Mor.)


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