Casnate, il racconto degli amici sotto choc
«Il piede sulla ghiaia e poi il volo»

Beppe Roncoroni è morto scendendo dal Pizzo Truzzo (Valchiavenna) Le ultime foto e la testimonianza dei compagni con lui al momento dell’incidente. Fatale la caduta di 200 metri

Casnate, il racconto degli amici sotto choc «Il piede sulla ghiaia e poi il volo»
La discesa è stata sullo stesso percorso della salita

È bastata una frazione di secondo, il piede messo male sul ghiaietto del sentiero e, per un attimo, quello che è sempre stato il passo sicuro di Giuseppe Roncoroni ha vacillato.

Un attimo, che gli ha fatto perdere l’equilibrio e precipitare nel vuoto. L’incidente, che si è consumato mercoledì in Valchiavenna, è costato la vita al pensionato di 62 anni residente a Casnate con Bernate. La scomparsa di Giuseppe Roncoroni, Beppe per gli amici, ha colpito moltissimo l’intera comunità e tutti gli appassionati di montagna, sia chi lo conosceva da anni, che tutti coloro che lo seguivano virtualmente nelle sue escursioni in cima al mondo.

La giornata in vetta

La parola d’ordine a ogni uscita, per lui, era prudenza: ecco perché, per tutti, l’incidente non può che essere frutto di una fatalità.

Con lui c’erano altri due escursionisti, Claudio Fagetti e Francesco Catelli , che hanno assistito alla scena e ora sono comprensibilmente sotto choc. Sono stati proprio loro a raccontare quanto accaduto: il trio aveva percorso senza alcun problema la salita che porta alla vetta del Pizzo Truzzo, tra Madesimo e Chiavenna, scattando le consuete fotografie inviate al gruppo di amici. Hanno poi iniziato la discesa - lo stesso percorso fatto all’andata, che quindi conoscevano - quando si è verificato il dramma. Nei circa quattro metri esposti sotto la vetta «Giuseppe si è trovato sotto la scarpa del ghiaietto, che lo ha tradito, ed è scivolato» hanno spiegato i compagni agli amici. Loro non hanno potuto far altro che assistere inermi, senza alcuna possibilità di intervenire per salvarlo.

A quel punto si è attivata la macchina dei soccorsi, ma ormai non c’era più nulla da fare. Una tragica fatalità, che purtroppo è costata la vita a un uomo che non ha mai fatto nulla di azzardato, anzi era proprio lui a invitare tutti alla massima prudenza.

«Era una grande persona, amava la montagna quanto la vita e la sua famiglia - ha raccontato Francesco Carelli , amico di lunga data di Giuseppe con il quale ha condiviso numerose escursioni - una persona molto prudente: alla minima difficoltà non proseguiva, quindi molto probabilmente è stata una fatalità, che ha incontrato in quei tre-quattro metri esposti sotto la vetta, un punto non difficile. Una gita catalogata come EE, escursionisti esperti, ma lui di certo di esperienza ne aveva».

Le ultime immagini

Pochi minuti prima della tragedia sono state scattate le ultime foto. Alle 12.30 Beppe è sulla vetta, ritratto con il suo sguardo fiero e orgoglioso. «Il percorso prevedeva il ritorno a ritroso, ha quindi rifatto lo stesso tratto, stavano scendendo da dove erano saliti - ha aggiunto Carelli - è una grande tragedia che spezza il cuore, ci conoscevamo da 13 anni. Ho ricevuto tantissime chiamate, lui voleva bene a tutti: alla sua famiglia, alla montagna ma aveva anche gli amici nel cuore e il sentimento era reciproco». La sua passione «coinvolgeva tutti. Cercava sempre la gita migliore anche in base alle previsioni meteo, ed era molto attivo sui social. Ora continueremo ad andare in montagna e lo porteremo sempre con noi». La Procura di Sondrio ha deciso di non disporre l’autopsia sul corpo di Roncoroni e quindi la salma ha potuto fare rientro a Casnate con Bernate.

I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di Casnate: saranno sicuramente tantissime le persone che vorranno stare vicine a Giuseppe per l’ultima volta, con la tristezza nel cuore per quanto accaduto, ma la consapevolezza che se n’è andato facendo ciò che più amava.

(Daniela Colombo)

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