Collina di Garzola  «Un errore dare quei permessi»
Il complesso edilizio in fase di costruzione a Garzola, contestato da Italia Nostra e Svolta Civica. In alto a sinistra, il rudere costruito a meno di cinque metri dalla strada e con i permessi di costruzione scaduti

Collina di Garzola

«Un errore dare quei permessi»

Nessi (Svolta civica) e Italia nostra all’attacco della commissione paesaggistica che ha dato l’ok. «Ignorato il vincolo di tutela. E c’è un abuso da abbattere»

Parlano di «danno al paesaggio» e attaccano la commissione che «ha autorizzato, nel 2012, la costruzione spaventosa». Nel mirino di Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta civica, della presidente di Italia Nostra Fiammetta Lang e dell’ex sindaco di Brunate Darko Pandakovic, finisce il complesso residenziale in fase di costruzione a Garzola da parte della società Stelline spa.

«Il progetto - hanno spiegato - è stato approvato dalla commissione edilizia del Comune in base al parere espresso dalla commissione paesaggio e dalla Soprintendenza come assenso al parere comunale. Il territorio del Comune di Brunate, va ricordato, è soggetto a vincolo paesaggistico e non riguarda solo Brunate, ma si estende a tutta la montagna». «Stiamo parlando del biglietto da visita per chi arriva da Milano - ha detto Nessi - e la commissione paesaggio non ha svolto completamente il suo ruolo. Adesso chiediamo e vigileremo sul rispetto del progetto e sul fatto che non ci siano modifiche su quanto costruito, a nostro modo di vedere abnorme». Italia Nostra ha lamentato di non essere stata convocata dalla commissione, ha segnalato che «numerosi cittadini hanno chiesto spiegazioni su quanto sta avvenendo a Garzola» e ha definito «spaventosa la costruzione». Infine Pandakovic ha parlato di permessi rilasciati «con troppa superficialità, senza rendersi conto dell’impatto che avrebbe avuto quanto approvato». Nessuna possibilità di intervento poiché il complesso rispetta i requisiti autorizzativi

La lente si è spostata anche sull’edificio abbandonato da dieci anni a ridosso del curvone della strada che porta a Brunate. «Chiediamo - hanno detto - che venga abbattuto poiché da una parte non rispetta la distanza dalla strada, che deve essere di almeno 5 metri e, dall’altro, i permessi di costruire sono scaduti e, pertanto, quanto realizzato e non completato va eliminato».

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