Conto salato per i commercialisti  La corruzione costa 150mila euro
La sede dell’Agenzia delle Entrate di Como, in viale Cavallotti

Conto salato per i commercialisti

La corruzione costa 150mila euro

In quattordici patteggiano la condanna per le mazzette ai funzionari dell’Agenzia delle entrate

Un’ammissione di colpa pressoché totale. Se non formalizzata da tutti in interrogatorio, sicuramente lo è nei fatti. Perché a neppure due mesi dal clamoroso blitz che ha portato in cella e ai domiciliari uomini del fisco, commercialisti, un imprenditore e pure un avvocato, ieri mattina ben 14 di loro hanno scelto la via del patteggiamento. E, per chiudere i conti con la giustizia, hanno deciso di risarcire il maltolto (ovvero le mazzette pagate).

Per la giustizia un introito pari a 142.770 euro, soldi che tutti gli imputati che ieri hanno patteggiato avevano già dovuto versare per avere l’assenso del pubblico ministero.

In tempi record la seconda tranche dello scandalo tangenti più clamoroso che la storia di Como ricordi, è giunta dunque già a sentenza. A farne le spese nove commercialisti comaschi, un avvocato, due imprenditori, un funzionario del fisco, il presidente di una società sportiva.

La pena più alta, due anni e mezzo di carcere, è stata inflitta a Simona Secchi, cresciuta professionalmente nello studio Pennestrì, e che dal dominus avrebbe ereditato i rapporti preferenziali - a suon di tangenti - con dirigenti e funzionari del fisco poi finiti in manette per corruzione. Arrestata nel blitz dello scorso mese di maggio dei finanzieri del nucleo di polizia economico finanziario di Como, la fiscalista comasca era già indagata da quando i due Pennestrì finirono in manette più di un anno fa.

Gli episodi contestati

Decine le accuse di corruzione per cui i vari commercialisti coinvolti hanno scelto il patteggiamento. Ai 34 episodi contestati nell’ordinanza di custodia cautelare, se ne sono aggiunti molti altri che hanno riguardato le “consulenze” pagate al funzionario dell’Agenzia delle Entrate Roberto Colombo, di Casnate, che assieme a un altro uomo del fisco, l’ex dirigente Antonio Silipo, non ha fatto alcuna istanza di patteggiamento (ma, almeno per quanto riguarda Colombo, le trattative di patteggiamento tra il suo avvocato e il pubblico ministero Pasquale Addesso, titolare del fascicolo, sembrano in fase avanzata).

Tutte le condanne

Sul fronte del denaro risarcito - parametrato sull’entità delle mazzette pagate - il risarcimento più salato è quello del ragioniere di Cernobbio Massimo Mariangeloni: 29.500 euro e 2 anni (pena sospesa). Due anni di carcere (con sospensione) anche peri commercialisti Michelangelo Rossini (per 3mila euro), Claudio Quadranti (10.500 euro), Franco Luraschi (18.425 euro), il fiscalista della Valle d’Intelvi Dino Leoni (10mila euro). Due anni anche all’ex dirigente del fisco Roberto Santaniello, di Cantù (più 4mila euro).

Un anno e 10 mesi hanno patteggiato l’avvocato Niva Matteri (più 14mila euro) e l’imprenditore tessile Paolo Sampietro (25mila euro); 1 anno e 8 mesi alla professionista Gabriella Terenghi (10mila euro); 1 anno, 6 mesi e 20 giorni al commercialista Alessandro Colombo (4.180 euro); un anno e mezzo al fiscalista Raffaele La Gamba (5.665 euro); 1 anno all’imprenditore Fulvio Collalti (3mila euro); 10 mesi per il presidente del Basket Como (non accusato di corruzione) Luciano Mastrapasqua.n


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