Coronavirus, la solidarietà  Seimila mascherine  in dono all’ospedale Valduce
COMO Al Valduce 6mila mascherine

Coronavirus, la solidarietà

Seimila mascherine

in dono all’ospedale Valduce

Un gruppo di 18 operatori doganali associati all’Oda hanno risposto all’appello dell’ospedale di Como

«Non appena ci è giunta la notizia che gli ospedali del comasco avevano necessità di dispositivi per la protezione individuale del loro personale, ci siamo mossi e, con il mandato di tutti i nostri associati, abbiamo donato una partita di 6000 mascherine destinate al team di medici e infermieri in prima linea all’ospedale Valduce».

Luigi Simeone, presidente dell’Oda, associazione afferente al Cna di Lario e Brianza che raggruppa circa 18 imprese che si occupano di operazioni doganali e logistica, è orgoglioso della tempestività e della sensibilità con cui gli operatori doganali hanno risposto alla richiesta dell’ospedale di via Dante. «Certo ci rendiamo conto che il nostro è solo un piccolo contributo rispetto alla situazione di emergenza in cui si trovano le strutture ospedaliere del nostro territorio e della Lombardia in particolare, ma nel nostro piccolo non abbiamo voluto mancare l’occasione di poter dare un contributo».

L’associazione, formata da imprese, con sede prevalentemente alla dogana di Ponte Chiasso o al centro di sdoganamento di Montano Lucino, che svolgono operazioni di import ed export, con alcune realtà che si occupano anche di logistica e che oltre a curare la raccolta e il deposito delle merci, provvedono a distribuirle o a consegnarle con propri mezzi. Attività importantissime entrambe perché contribuiscono alla regolare circolazione delle merci.

«Come associati eravamo dapprima orientati ad acquistare solo una parte dei dispositivi, ma alla fine, grazie a una buona offerta, ai decreti sull’urgenza e alle agevolazioni sulla fiscalità, abbiamo deciso di raddoppiare il numero di mascherine».

L’ente ospedaliero si era già mosso e aveva individuato in un paese terzo un fornitore in grado di fornire dispositivi con le caratteristiche di legge necessarie per essere utilizzate dal personale sanitario che si sta occupando dei malati di Covid 19.

«In questo momento un plauso oltre che agli operatori doganali va ai trasportatori che insieme a noi stanno continuando il loro lavoro per non far mancare il necessario alle popolazioni», sottolinea Simeone, che oltre ai doganali conosce bene anche il mondo dei trasportatori grazie al suo passato come direttore della dogana di Chiasso. «Vorrei lanciare un appello a tutti quelli che possono: fate anche voi altrettanto, perché insieme, se ce la mettiamo tutta, ce la faremo».


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