Cri, addio soldi per la sede  «Ma la costruiremo ugualmente»
L’attuale sede della Croce Rossa non è più adeguata, ma mancano i soldi per il nuovo stabile

Cri, addio soldi per la sede

«Ma la costruiremo ugualmente»

Grandate, i 180 mila euro del lascito dello scorso anno sono finiti nelle casse nazionali dell’ente di soccorso. Due ipotesi: cambiare il progetto o cercare altri fondi

La Croce Rossa di Grandate non rinuncia alla sua nuova sede, ma i soldi che erano in cassaforte sono andati perduti nei meandri delle grandi casse romane.

Proprio l’anno scorso avevamo scritto su queste colonne di un bel regalo di Natale che finalmente, dopo anni, i volontari della Cri grandatese potevano scartare.

La signora Fernanda Lazzarin aveva consegnato un prezioso lascito ai croce rossini, un appartamento da 113 metri quadri a Como città in zona Valduce. Dopo più aste andate deserte finalmente questa casa era stata venduta lo scorso dicembre, la base d’asta da 226mila euro era scesa a circa 180mila euro.

Con queste risorse, sommate ai risparmi di sempre, la Croce Rossa di Grandate voleva costruire in via Como una nuova sede al posto di quella attuale, un prefabbricato che non ha più i requisiti sufficienti per ospitare le tante attività dei volontari oltre che i loro automezzi.

E adesso? «Quei soldi, purtroppo, non sono mai arrivati a Grandate – spiega Angelo Trombetta, il presidente del comitato locale di Grandate – le abbiamo provate tutte, ma l’organizzazione italiana nazionale ha trattenuto il nostro lascito. Del resto i bilanci romani non sono proprio eccezionali, ne facciamo noi le spese. La signora ai tempi della donazione infatti aveva sì affidato a noi l’appartamento, ma facendo per così dire un versamento sulla partita iva nazionale della Croce Rossa, che all’epoca era una soltanto, non è possibile dimostrare che il lascito è soltanto per i volontari grandatesi. Peccato».

Servivano in totale 400mila euro. «I nostri risparmi ci sono ancora e in un anno sono cresciuti di qualcosina, a gennaio ci riuniremo e decideremo cosa fare. La sede comunque sia va cambiata, per forza, anche per ragioni di sicurezza».

I volontari potrebbero modificare al ribasso il progetto edilizio originale oppure cercare altrove altri finanziamenti, anche fuori paese, non è esclusa infine l’idea del mutuo.

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