È stata una spedizione punitiva  Patteggiano per tentato omicidio
Palazzo di giustizia a Como: qui si è celebrata l’udienza preliminare per il tentato omicidio

È stata una spedizione punitiva

Patteggiano per tentato omicidio

Un artigiano picchiato a sangue per una presunta truffa. L’uomo venne abbandonato in gravissime condizioni a Montano Lucino

Si è concluso con cinque patteggiamenti davanti al gup del tribunale di Monza il processo per il tentato omicidio (con annessi sequestro e rapina) dell’artigiano di Lentate sul Seveso Salvatore Caradonna, abbandonato mezzo morto nelle vicinanze del cimitero di Montano Lucino la sera del 28 settembre 2019.

Queste le pene applicate dal gup Silvia Pansini: cinque anni e 1.400 euro di multa a Umberto Previtali, originario di Ponte San Pietro (Bergamo), 52 anni residente a Castelletto Ticino, e ad Aziz Chkara, cittadino marocchino, 30 anni; tre anni e quattro mesi ciascuna per Franca Benzoni, nata a Cantù, 40 anni, residente a Castelletto Ticino (dove è tuttora detenuta agli arresti domiciliari) e per Valeria Zemolin, 36 anni, nata a Como e residente ad Appiano Gentile (dove risulta detenuta agli arresti domiciliari); infine quattro anni e quattro mesi e 1.200 euro di multa per Mourad Charifi, cittadino marocchino di 34 anni, irregolare sul territorio nazionale ma “residente” a Villa Guardia, detenuto nel carcere di Como.

La vittima del tentato omicidio è un artigiano che fu aggredito e sequestrato nel posteggio del Bennet di Lentate, salvo poi essere scaricato in condizioni molto gravi a Montano Lucino, dove nonostante le ferite trovò la forza per tirarsi in piedi e chiedere aiuto.


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