Guardia medica a rischio chiusura
La protesta di Cernobbio: «È essenziale»

Secondo le indiscrezioni il servizio potrebbe chiudere già alla fine di settembre. L’intervento del sindaco: «Voglio sentire l’Asl». E la Croce Rossa: «Andrebbe potenziata»

Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia della probabile soppressione, forse già da fine settembre, del servizio «di continuità assistenziale» meglio conosciuto con le parole più semplici di guardia medica, in atto da tanto tempo a Cernobbio nella sede attigua alla Cri. Nessuno ne parla e c’è attesa per le reazioni che andranno a assumere i sindaci dell’esteso territorio.

La riorganizzazione dei servizi minaccia di colpire una sede molto importante e avrà prevedibili conseguenze per gli abitanti non solo di Cernobbio, ma anche di Ponte Chiasso, Monte Olimpino, Sagnino, Maslianico, Moltrasio, Carate Urio, Laglio, Brienno.

La guardia medica prende servizio tutte le sere alle 20 e fino alla mattina è presente in sede, in caso di necessità si reca presso le abitazioni delle persone che hanno bisogno di una visita urgente. Nei fine settimana prende servizio alle 20 del venerdì fino alle 8 del lunedì. Un servizio essenziale e di grande importanza per il territorio ancorché gratuito.

La prospettiva, a quanto pare, sarebbe quella di concentrare il servizio nella sede comasca di via Carso 88 che verrebbe di conseguenza potenziato e, secondo l’Asl, l’alternativa sulla quale si punta molto è rappresentata dal ricorso al numero verde 840000661 che permette di entrare in contatto con un medico. Questi, valutata la segnalazione, provvederà di conseguenza o a inviare un altro medico disponibile in zona oppure a dirottare un’ambulanza.

Il sindaco di Cernobbio Paolo Furgoni, avuta la notizia, ha chiesto conto alla direzione Asl la quale ha mostrato disponibilità a un incontro che dovrebbe svolgersi in settimana.

LEGGETE l’ampio servizio su LA PROVINCIA di MARTEDÌ 22 settembre 2015

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