I sindaci dopo l’incidente  «La Briantea è un pericolo»
Il lungo rettilineo della Briantea. Troppe situazioni di pericolo

I sindaci dopo l’incidente

«La Briantea è un pericolo»

Il “j’accuse” rivolto alla Provincia grande assente. Sull’emergenza sicurezza chiesto un incontro concreto e risolutivo

La via Provinciale, ex SS 342 Briantea, che salendo da Como taglia in due l’abitato di Lipomo e marginalmente anche quello di Tavernerio, crea non pochi problemi alle due amministrazioni comunali che su di essa non possono intervenire in quanto di competenza della Provincia.

Il traffico rende particolarmente difficile gli attraversamenti. È difficile tenere conto degli incidenti. Qui il limite di velocità imposto è di 50 chilometri ma non viene rispettato.

E proprio dopo la curva di Rovascio, prima di iniziare la discesa verso Lipomo, dove ha perso la vita qualche giorno fa il pastore Luca Simionato, 42 anni, di Montorfano, di cui ancora non è stabilita la data del funerale.

«È a conoscenza di tutti la pericolosità della Briantea» commenta il sindaco di Lipomo Alessio Cantaluppi. E con il sindaco di Tavernerio Rossella Radice è stato trovato subito un accordo sulla volontà di risolvere il problema. Nelle ultime settimane, come amministrazione di Lipomo, abbiamo già provveduto ad avviare il rifacimento della segnaletica orizzontale anche in questo tratto di confine, però è evidente che questi interventi non sono certo risolutivi. Per questo motivo con il sindaco Radice abbiamo concordato di chiedere un incontro in Provincia. «Ci saranno aiuti da questo ente “fantasma” o ancora una volta i due Comuni dovranno rimboccarsi le maniche per evitare che fatti gravissimi, come quello accaduto non avvengano più? – incalza la Radice. Stiamo a vedere. Sulla sicurezza non mollo!».

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