Il ragazzo sopravvissuto  «La sbandata e le luci  Poi soltanto il buio»
Il punto dove la Cinquecento ha toccato il marciapiedi

Il ragazzo sopravvissuto

«La sbandata e le luci

Poi soltanto il buio»

La zia del giovane sopravvissuto: «È sotto choc, ma ricorda quello che è successo»

«Tante voci e tante luci. Poi il silenzio e il buio totale. Non ho sentito più nulla». Così Andrea ha raccontato ai suoi familiari quegli attimi terribili in cui dopo la luce dei soccorsi tutto è stato inghiottito dal silenzio. Il ragazzo che abita da qualche tempo a Cadorago, ora è in un letto d’ospedale.

Lui ce l’ha fatta. È miracolosamente vivo. Ha dolori al torace per il trauma subito nella terribile carambola che la Cinquecento ha fatto quella notte su via Madonna prima di ridursi ad un ammasso di lamiere. È sopravvissuto al tragico schianto che ha spezzato la vita dei suoi tre amici.

Andrea non è in pericolo, ma la sua vita è di sicuro cambiata dopo quella notte. Ci vorrà molto tempo perché lui riesca a dimenticare, almeno un po’, quello che è accaduto in un attimo e che ha distrutto la vita di tre famiglie. Una serata spensierata con gli amici di sempre.

«Andrea a parte il grande choc fisicamente sta bene. È cosciente. Pensando poi a quello che gli è accaduto e a come si sia salvato. Ha male al torace forse per la cintura di sicurezza, ma la situazione è sotto controllo. Si ricorda tutto. La macchina che improvvisamente sbanda. Tante voci e tante luci. Andrea esce dal finestrino. Poi il silenzio totale. Non ha sentito più nulla. Non ci sono parole per descrivere questi momenti» dice la zia ancora scossa.

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