«Io e i due gol fatti alla Juve»  Andrea, piccola star dell’Inter
Andrea Benedetti, 15 anni, in azione

«Io e i due gol fatti alla Juve»

Andrea, piccola star dell’Inter

Da Villa Guardia al vivaio del Como fino ai neroazzurri, Benedetti ha deciso la finale scudetto degli Under 15. Ma il papà lo mette in guardia: «Prima viene lo studio»

Da grande voglio fare il calciatore. È questo il sogno di tantissimi bambini e ragazzi che si divertono a tirare quattro calci al pallone sui polverosi campi degli oratori, fantasticando un futuro da campioni in ben altri stadi. Molti ci provano, pochissimi ci riescono. Andrea Benedetti, classe 2003 di Villa Guardia, è ad un passo dal sogno.

Partito dai campi del gruppo sportivo Villa Guardia in tenera età, il quindicenne campione comasco è approdato al Milan, prima di passare tra le file del Como. Terminata l’esperienza in maglia bianco blu, Andrea ha militato nel Renate, quando è arrivata la svolta: la chiamata in Nazionale e lo stage a Coverciano. Sembrava quasi difficile da credere, per il ragazzo e per chi gli stava vicino.

Uno dei gol fatti alla Juventus

Uno dei gol fatti alla Juventus
(Foto by Daniela Colombo)

Un talento come pochi, tant’è che anche l’Inter a gennaio ha messo gli occhi su di lui, facendolo divenire a tutti gli effetti esterno sinistro nerazzurro. Gli è bastato solo qualche mese per dimostrare grinta, passione e un certo fiuto del gol. E così per la finale scudetto del campionato Under 15 disputata il 14 giugno nello stadio di Ravenna tra Inter e Juventus, a Villa Guardia erano tutti con il fiato sospeso, collegati in diretta Tv.

Alla lettura delle formazioni, ecco elencato il nome di Andrea tra i titolari. Alla chiamata di mister Paolo Annoni, Benedetti ha risposto presente, siglando un assist e due gol che hanno mandato in visibilio il pubblico.

Sempre all’Inter è andata anche la Supercoppa disputata sabato scorso contro il Padova, dove Andrea è subentrato nel secondo tempo. «Siamo felicissimi per lui – sottolinea papà Antonello – spero non si monti la testa. Prima di tutto c’è lo studio, deve riuscire a fare entrambe le cose e per il momento sta andando molto bene».

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