La società del Casinò
adesso chiede i danni

Campione d’Italia: i legali della spa guidata da Marco Ambrosini scrivono a 32 ex amministratori della casa da gioco. «I 131 milioni di debiti riconducibili agli organi di gestione e di controllo».

La società del Casinò adesso chiede i danni
Una vista dall’alto del casinò di Campione d’Italia, chiuso dal luglio del 2018 per fallimento

La società del Casinò chiede i danni a sindaci e amministratori per 131 milioni di euro. Gli avvocati associati Tolle Pilia, in una lettera datata 24 giugno (ma della quale si è avuta notizia soltanto ieri) per conto della società che gestisce il Casinò di Campione d’Italia, hanno recapitato tramite raccomandata una richiesta di risarcimento danni ai principali amministratori dell’enclave.

Tra i 32 nomi in calce si leggono quelli degli ex sindaci Roberto Salmoiraghi e Maria Paola Piccaluga, della segretaria Lucia Amato, dei vice sindaci Florio Bernasconi e Alfio Balsamo, dell’ex amministratore della casa da gioco Carlo Pagan, dei funzionari Emanuela Maria Radice e Giampiero Zarcone.

«Scriviamo in nome e per conto della nostra assistita Casinò di Campione d’Italia – si legge nella lettera – che a seguito della sentenza del tribunale di Como è stata ammessa al concordato con la continuità aziendale. Nell’ambito di tale procedura la società è tenuta, tra gli altri adempimenti, all’accertamento e al recupero dei danni patrimoniali a lei causati dai titolari di cariche di amministrazione o di controllo e da terzi in corso. Per omissioni o azioni comunque riferibili alle cariche o ai rapporti con la società».

Si parla in concreto di una pesantissima situazione debitoria già nota ai tempi del crack sancito nel luglio del 2018 e che ora secondo quanto stabilito dal tribunale ammonta a circa 131 milioni di euro.

«Tali passività sono riconducibili almeno in parte – si cita sempre la raccomandata - a quanto fatto dagli organi gestori e di controllo della Casinò di Campione Spa e della incorporata Casinò municipale. Nel contempo è pendente sempre presso il tribunale di Como il procedimento penale nel quale sono indicati alcuni degli organi societari e degli amministratori e dei funzionari del Comune campionese per reati connessi alla condotta della casa da gioco».

Ecco quindi il motivo secondo gli avvocati delle richieste risarcitorie nei confronti dei 32 destinatari della raccomandata. (Sergio Baccilieri)

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