«Liste d’attesa infinite
Bloccati anche i pazienti gravi»

Esami e controlli rapidi solo a pagamento - Protestano i medici

«Liste d’attesa infinite Bloccati anche i pazienti gravi»
Il centro unico di prenotazione per gli esami al Sant’Anna
(Foto di archivio)

Nemmeno i malati più gravi riescono a trovare un posto per fare esami e controlli, salvo pagare e - quindi - trovare subito un appuntamento. Perfino per i pazienti oncologici non c’è una corsia preferenziale, le prestazioni urgenti e brevi entro tre e dieci giorni vengono disattese. La Regione puntava a guidare i malati cronici prendendoli in carico, ma di fatto i cittadini lamentano di essere stati lasciati soli con le ricette in mano. Succede per esami come risonanza, Tac, colonscopia e gastroscopia, l’alternativa è rivolgersi a pagamento agli specialisti e spendere centinaia di euro per prenotare al volo un controllo.

Le accuse dei medici di base

«Le impegnative brevi e urgenti sono totalmente disattese – dice Raffaella Petruni , medico in città – si fa prima con la ricetta normale».

«Ho pazienti in attesa da tre anni per un intervento d’ernia inguinale – spiega il medico comasco Giuseppe Rizzolo – questa è la realtà delle cose a Como». E Giovanni L’Ala , altro medico lariano, dice: «Tutti puntano il dito contro il Covid, ma la verità è che il Covid non c’entra – commenta –la pandemia ha solo peggiorato le cose, ma questa è una tendenza chiara da anni in Lombardia. È un problema politico. I controlli a breve non si trovano, è così per risonanze, Tac o colonscopie. Intere specialità sono tanto in sofferenza che ormai vengono lasciate al solo privato e i cittadini nemmeno provano a bussare alla porta del pubblico. Dall’oculistica alla dermatologia».

Per il segretario della Cisl Medici dei laghi Paolo Iaria «bisognerebbe tenere aperte le porte degli ospedali anche il sabato e la domenica», una proposta già avanzata in passato che però non è mai stata concretizzata. Del resto gli ospedali dell’Asst Lariana sono ancora in affanno per la pandemia, l’ex azienda ospedaliera dunque ricorda che la rete pubblica copre circa il 50% dell’offerta sanitaria del territorio.

Leggi alla mano se un paziente non riesce a trovare un posto entro i tempi stabiliti dalla ricetta nel raggio della sua Ats di compentenza, quindi tra Como e Varese, può domandare gratis una prestazione in solvenza. Quindi gli ospedali dovrebbero togliere dalle agende un appuntamento a pagamento per fare spazio tramite sistema sanitario alla richiesta gratuita non evasa. Il problema è che bisogna rivolgersi all’ufficio relazioni con il pubblico dell’Ats o dell’Asst, compilare e spedire moduli e anche alzando la voce passano giorni. In questo difficile compito un aiuto viene offerto dal tribunale del malato ([email protected], 331.1172067).

«Non dobbiamo arrenderci - spiega Fernanda Donchi , responsabile del tribunale del malato di Como – ho appena parlato con una signora che ha scoperto di avere un grave tumore alla tiroide ed ha l’urgenza di trovare un appuntamento e non sa come fare. È l’ennesima segnalazione. Tanti decidono di pagare i privati. Insistiamo prima con i medici e poi con gli enti sanitari. Le agende delle aziende ospedaliere devono essere sempre aperte, altrimenti è un abuso».

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