Monumento ai caduti dell’alluvione: ripartono i lavori per completarlo

Tavernerio Nel 1951 il paese fu devastato da acqua e fango. Sedici le vittime di quella tragedia. In occasione dell’anniversario, nel cimitero di Solzago sarà completata l’opera in loro memoria

Monumento ai caduti dell’alluvione: ripartono i lavori per completarlo
L’avvio dei lavori per il monumento dedicato alle vittime
(Foto di bartesaghi)

Al via i lavori per il completamento del nuovo monumento ai Caduti dell’alluvione che colpì e devastò il paese l’8 novembre del 1951.

In occasione del 71esimo anniversario della tragedia, al cimitero di Solzago dovrebbero terminare gli interventi per il nuovo monumento. Le opere erano iniziate a ottobre 2021, a pochi giorni dal 70esimo anniversario: per il nuovo monumento alle 16 vittime di quella tragica alluvione i lavori si erano però poi fermati e i tempi di conseguenza si erano allungati.

Tolte le sepolture originarie, sono rimasti la statua centrale, lascito delle precedenti tombe, e i pannelli con il pregevole lavoro di ricerca fatto dalle scuole del paese in ricordo dei 70 anni dalla tragedia. Ora si procede al completamento delle opere.

Ferita aperta

Una vicenda, quella dell’alluvione, che rimane come ferita aperta nella storia del paese. In quel novembre del 1951, a causa di una frana, a monte del paese si era creata una diga naturale con un crollo anche di una cascina lungo il corso del torrente Cosia. Dopo giorni di ingenti piogge che colpirono tutto il Nord Italia, quel pomeriggio, come ricordano ancora gli anziani, l’alveo del fiume sotto il ponte di via Vittorio Veneto, centro storico del paese, si era quasi prosciugato.

Un fatto strano che di lì a poco presentò il conto al paese: la diga naturale a monte si ruppe e colò una ingente quantità di fango e acqua sul paese. Una tragedia immane che provocò la morte di 16 persone, tra cui cinque bambini. L’orologio segnava le 19.30. Gli anziani di oggi, allora bambini, ricordano ancora la devastazione di quei momenti e l’arrivo dei soccorsi con i sopravvissuti che correvano al ponte, nel caos del momento, a cercare i propri cari, che non vedevano più. Le sepolture ormai erano datate e già dalla ricorrenza del 50esimo si parlava di esumazioni e della realizzazione di un monumento alla memoria.

Il progetto

Il progetto e l’idea erano venuti dallo stesso ex sindaco e ora capogruppo di minoranza, Fabio Rossini. Il sindaco, Mirko Paulon, ha condiviso l’idea, che ora viene portata a compimento.

II monumento vedrà una serie di 16 canne verticali, tante quante furono le vittime dell’alluvione, che salgono dal piano del pavimento, a imitazione di un organo. L’organo nell’immaginario collettivo risveglia I’idea di melodie serene, di musica, di pace e di preghiera. Davanti al monumento verrà posto in posizione verticale, leggermente obliquo, uno dei coperchi tombali dei precedenti monumenti funebri alle vittime dell’alluvione. La sua collocazione quasi verticale allude all’idea che la tomba sia stata scoperchiata dall’organo che sta emergendo della terra e salendo al cielo.

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