Muore a vent’anni a casa di un’amica  La Procura apre un’inchiesta sulle cause
Alessandra Cantinazzi, la giovane vittima del malore

Muore a vent’anni a casa di un’amica

La Procura apre un’inchiesta sulle cause

La tragedia due settimane fa. L’autopsia: forse è stata fatale una crisi respiratoria

Como

Una serata spensierata, in compagnia delle amiche di sempre, diventata tragedia. Una famiglia che ha dovuto dire addio a una ragazza di soli vent’anni. La magistratura che ha aperto un fascicolo, nel quale al momento si ipotizza il reato di omicidio colposo (a carico di ignoti), per chiarire tutti i retroscena di un destino assurdo: dalle cause del decesso fino alla ricostruzione della catena dei soccorsi.

L’inchiesta

Alessandra Cantinazzi, ex studentessa del Casnati, una solare ragazza di Tavernola, lo scorso 31 ottobre aveva deciso di trascorrere il sabato sera di Halloween in compagnia di tre sue amiche. Una serata pre-lockdown, da passare tra chiacchiere, cena, risate, com’è normale per ragazzi a cui il virus sta scippando scampoli di gioventù.

La giovane e le sue amiche si sono ritrovate a casa di una delle ragazze, a Maslianico, dove tutte e quattro sono rimaste anche per la notte. Giunto il momento di andare a dormire, Alessandra ha optato per coricarsi nell’appartamento attiguo, quello di una parente dell’amica. Una scelta dettata dal fatto che la giovane era allergica ai gatti: «Ma parliamo di un’allergia leggera, nulla da giustificare quello che poi è successo» racconta il padre, Valerio Cantinazzi.

Nel corso della notte, però, la ragazza si sente male. Se ne accorge, si sveglia e chiama il 112 per chiedere soccorso. Sulla dinamica degli eventi, da questo momento in avanti, Procura e carabinieri stanno cercando di approfondire attentamente quando avvenuto. Stando a un primo accertamento pare che Alessandra non sia riuscita a dare l’indirizzo esatto della casa dove si trovava all’operatore del servizio d’emergenza. Sarebbe riuscita solo a dire che era a Maslianico. Sono le 2.54 del mattino. Il 118 contatta i carabinieri per chiedere ausilio: abbiamo ricevuto una richiesta di soccorso da un numero di telefono cellulare - la segnalazione fatta ai carabinieri - ci aiutate a identificare a chi appartiene? I militari, utilizzando le loro banche date, riescono a risalire al proprietario: Alessandra Cantinazzi, di Tavernola.

«Alle 3 e 40 del mattino (cioè 50 minuti dopo la telefonata al 112 ndr) sotto casa mia arrivano le ambulanze e i carabinieri. Citofonano e chiedono di mia figlia, dicendo: “Potrebbe anche essere uno scherzo”. Siamo stati io e mia moglie ad accompagnarli a Maslianico». Alessandra viene portata in ospedale, ma ormai è troppo tardi.

L’autopsia

La Procura disposto l’autopsia. Dovranno essere effettuati ulteriori accertamenti di natura istologica, da parte del medico legale, ma il primo responso parla di una possibile reazione allergica che potrebbe aver scatenato una crisi respiratoria.

«Sì - dice ancora il padre - mia figlia fin da bambina ha piccole crisi d’asma, ma nulla di grave». La famiglia si è rivolta all’avvocato Pasquale Iovino per seguire il caso. Ma, al di là dell’esito dell’inchiesta, il padre si chiede: «Com’è possibile che nel 2020, quando tutti siamo geolocalizzati, ci vogliono 50 minuti per riuscire a rintracciare una persona? Mia figlia era una ragazza in salute, solare, meravigliosa... con lei se ne va metà della mia vita, se non di più. Nessuno me la restituirà, ma a questo punto è giusto che noi si sappia cos’è successo e si capisca se si poteva salvare».


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