Ospedale, San Fermo insorge  «Non toccate i nostri confini»
L’ospedale Sant’Anna, nel territorio del Comune di San Fermo

Ospedale, San Fermo insorge

«Non toccate i nostri confini»

L’idea del comasco Traglio di rivedere gli accordi sul Sant’Anna è respinta dai due candidati Mascetti e Tiso: «Non ci possono togliere nulla»

Dopo anni riemerge agli onori della cronaca la disputa sui “Comaschi nati a San Fermo della Battaglia - Nati a Como”. È Maurizio Traglio, candidato a sindaco di Como con il Pd, a riportare in auge la discussione dicendo di voler riportare il nuovo Sant’Anna sotto l’autorità del capoluogo ridisegnando i confini tra Como e San Fermo.

Scattano subito le reazioni dei due candidati sindaco a San Fermo. A partire dall’attuale primo cittadino, Pierluigi Mascetti, che dal 2001 seguì tutto l’iter dell’accordo di programma del nuovo ospedale e che nel 2010 intervenne anche sulla proposta del cambio confini, ha inserito nel suo programma elettorale una frase molto chiara: «Chiunque voglia toccare gli accordi pregressi sul nuovo ospedale trova nei nostri interventi solo dei “no,” nell’interesse dei cittadini attuali e futuri».

Enzo Tiso di San Fermo Democratica, lista civica area Pd, nel programma elettorale ha inserito delle migliorie nei trasporti da e per il nuovo ospedale. Entrambi reagiscono all’annuncio di Traglio.

Pierluigi Mascetti non è per nulla possibilista: «Va bene – replica a Traglio - allora noi ci prendiamo Villa Olmo, Piazza Cavour, una stazione e soprattutto il lungolago, così finalmente i comaschi riusciranno a rivederlo. In più faremo delibere che impegnino la Regione in modo da avere pezzettini di altri paesi qua e là. Nemmeno nel Medioevo ci si sarebbe sognati di spararla così grossa».

«È una cosa grossa – dice Tiso a caldo - Se i comaschi non vogliono che i loro bambini nascano a San Fermo si può eventualmente trovare un escamotage dal punto di vista amministrativo. Facciamo una leggina, con tutti i parlamentari che abbiamo» aggiunge ironico.

«Se invece questo vuol dire rivedere l’accordo di programma e sedersi davanti un tavolo - spiega -, si possono riesaminare alcuni aspetti che sono considerati privilegi, ma senza nulla togliere ai sanfermini».

Altri dettagli sul giornale in edicola martedì 23 maggio.


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