Parè sta con Cutrone   «Milan, hai sbagliato»
L’abbraccio tra Patrick Cutrone e Andrea Tettamanti, amici d’infanzia

Parè sta con Cutrone

«Milan, hai sbagliato»

Gli amici sono dispiaciuti: «Rientrava spesso a casa, da noi, ma d’ora in poi sarà più difficile vedersi»

C’era una volta un bambino di nome Patrick che sognava di diventare un calciatore. I primi graffi al pallone nel campetto dell’oratorio del suo paese, Parè (ora Colverde, dopo la fusione) tra terra e sassi fino ad arrivare al manto verde di San Siro, nella grande famiglia del Milan e la favola è presto realtà.

Un sogno che si realizza, un traguardo che in pochi, pochissimi, raggiungono ma nei suoi scarpini c’è il talento del vero bomber. Il nome gridato dalla curva di uno degli stadi più prestigiosi, i bambini che chiedono l’autografo e sognano di diventare come lui. Non è facile mantenere i piedi per terra e restare umili ma Patrick Cutrone, una volta spenti i riflettori e tornato a casa, per tutti gli amici è semplicemente “Jefe”. Un viso da bravo ragazzo, i gesti gentili e una classe calcistica lodevole, ma il destino sta scrivendo per lui una storia lontano dal suo paesino d’origine.

Cutrone, ormai ex bomber milanista classe 1998, è infatti volato in Inghilterra, dove vestirà i colori del Walverhampton in Premier League. Una notizia che, a Paré, ha colto tutti di sorpresa e ha fatto trasparire una certa malinconia: chi lo conosce, sa quanto Patrick amasse il Milan, una grande famiglia per lui in cui ha giocato dall’età di otto anni e quanto gli sia dispiaciuto lasciare Como, anche se la speranza è che il giovane talento possa continuare a crescere e migliorare.

«Per tutti noi è un grande dispiacere – sottolinea Andrea Tettamanti, vicino di casa di Cutrone a Paré e migliore amico – la sua passione lo ha portato a Milanello. Per me è un amico e la vivo in maniera soggettiva anche se i fatti sono chiari a tutti, ma soffro per questo allontanamento essendo cresciuti insieme per 20 anni. Siamo un gruppo di migliori amici e ci ritroviamo sempre, ora sarà difficile vedersi con lui. Spero comunque che possa sentirsi felice e considerato nel suo nuovo percorso e trovarsi bene. Certo, è stata dura salutarsi». Una delusione, con un velo di tristezza, anche per gli altri amici.

Il servizio completo sul Quotidiano La Provincia in edicola venerdì 2 agosto 2019


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