Piste ciclabili, in quattro anni solo carte
E adesso serve pure l’ok dell’archeologo

Il collegamento tra Cernobbio a Grandate previsto nel 2019 non è mai partito Progetto incompleto, documenti mancanti e non c’è una data per i lavori

L’anno scorso, secondo le promesse fatte nel 2016, avrebbero dovuto essere inaugurati i 32 chilometri di piste ciclabili per collegare Cernobbio e Grandate attraverso una serie di percorsi cittadini e panoramici. Ma non sono non è stato inaugurato nulla, i cantieri non sono nemmeno partiti a causa di una serie infinita di intoppi, mancanze nelle procedure, nel progetto originario e poi ancora modifiche progettuali e richieste di chiarimenti e documentazione dalla Regione. Quattro anni di carte che non hanno portato finora a realizzare nemmeno un metro del maxi progetto denominato “La dorsale urbana della via dei pellegrini”.

Tanti intoppi

E l’avvio non è nemmeno dietro l’angolo poiché di carte ne servono ancora. Il progetto definitivo - con una serie di modifiche rispetto a quello originario era stato approvato dalla giunta nel 2019 e, nel giugno scorso, , è stato inviato a Regione Lombardia che, successivamente «ha evidenziato carenze di natura tecnica e autorizzatoria - come si legge negli atti di Palazzo Cernezzi - preannunciando il successivo invio di un elenco di documenti mancanti e l’indicazione della tempistica entro la quali fornirli, a pena di decadenza del contributo». Tra l’altro, nell’ambito dell’aggiornamento del progetto definitivo, «gli uffici comunali hanno valutato di apportare modifiche al tracciato originario del progetto in quanto, alla data di approvazione del progetto preliminare (nel 2016), sono intervenute modifiche infrastrutturali su alcune vie del territorio comunale che consentono un’ottimizzazione del tracciato originario». Le ulteriori richieste messe nero su bianco dalla Regione richiedono necessario «procedere con l’aggiornamento del progetto definitivo approvato nel 2019 attraverso l’affidamento del servizio a professionisti esterni».

Il Comune ha quindi nelle scorse settimane assegnato l’incarico a un professionista esterno. Ma non basta. Gli uffici comunali hanno anche scritto alla Soprintendenza per quanto riguarda l’eventuale passaggio dei percorsi in aree di pregio. Da Milano è arrivata la risposta: serve la valutazione preventiva dell’interesse archeologico. E così Palazzo Cernezzi ha avviato un bando per selezionare l’esperto che se ne dovrà occupare, con tanto di sopralluoghi.

Salvi i finanziamenti

La nota positiva è che da Milano, vista la situazione molto intricata dal punto di vista dei documenti e che solo ora si sta avviando alla risoluzione, hanno confermato i finanziamenti con una proroga dei lavori alla fine del 2021. Il progetto, secondo l’ultimo quadro economico, avrà un costo di 2,8 milioni di euro.

Al momento, però, non ci sono date e nemmeno appalti. Il primo lotto a partire (su cui è tutto pronto da tempo, ma dalla Regione avevano chiarito che si doveva partire con il via libera a tutto il sistema e non a pezzi) sarà quello che interessa viale Masia dove è prevista la realizzazione della pista a ridosso del marciapiede con lo spostamento verso il centro della carreggiata dei posti auto. Poi toccherà a via Mentana: qui la giunta Landriscina ha variato il piano originario per mantenere alcuni posti auto a ridosso del mercato coperto e, da lì, fino a via Leoni e al Val Mulini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA