«Questa droga è proprio super»
Il mondo dello spaccio dagli sms

Cantù - Dai messaggi intercettati emerge una visione tutta particolare dei ragazzi arrestati. Le “fughe” da casa calandosi con la corda, il cellulare distrutto alla vista dei carabinieri, gli affari

Chi si prende due giorni di pausa per il proprio compleanno. Chi si entusiasma per la qualità della droga.

Chi si cala con una corda per fuggire - tutto inutile - da una finestrella, stile film d’azione. O i cellulari, è capitato anche questo, distrutti sotto il piede alla sola vista dei carabinieri di Cantù.

È il mondo dei sette ragazzi arrestati con l’accusa di spaccio. Lo smercio principale, secondo gli investigatori: Cantù. Con lo scambio dei messaggi che si intensifica in vista delle serate di mercoledrink.

Uno degli arrestati, Luca Gallucci, 34 anni, di Socco, Fino Mornasco, viene cercato dai carabinieri. Alla vista degli uomini dell’Arma decide di fuggire, calandosi con una fune da una finestrella sul retro di un appartamento da lui utilizzato. Abbandona due telefoni cellulari e un tablet. Qualche ora dopo, viene rintracciato a casa.

Le schede telefoniche, acquistate a Milano, intestati a stranieri fittizi, sarebbero le coprotagoniste di questa vicenda.

Vere e proprie centrali di messaggi. Come quelli con un altro arrestato, che arriva a un primo appuntamento con un’auto intestata a una società di noleggio, rintracciata il giorno dopo sul parcheggio al di sotto dell’ex palazzetto Pianella di Cucciago.

Il 22 agosto, Gallucci avrebbe ceduto, secondo la ricostruzione presente nell’ordinanza di custodia cautelare, un etto di cocaina al “socio”. Pochi giorni dopo, nuovi sms. «Domani ti dico cosa arriva e mi dici cosa vuoi... e la fai davanti a me che almeno è meglio», il messaggio attribuito a Gallucci.

Passano ancora un paio di giorni. Fine agosto. Gallucci: «Domani prima delle 12 la divido e ti dico...». E il giorno dopo c’è entusiasmo: «Mate arrivato e super super, per ’sto caldo un po’ si è sgretolato ma super super».

Non solo cocaina. Ma anche marijuana. «Erba c’è?», il testo che avrebbe scritto lo stesso “socio”. «Si amo solo 1 la vuoi? Che me la devo far portare. Però domani». «Ok ma deve essere top se no lascia stare». «Top, tranquillo».

Ci sono anche gli scambi di messaggi addebitati a Gallucci e un altro degli arrestati. «Amore ci sei?». «Ciao amo sì tutto ok. Ieri era il mio comple e tra sabato e domenica mi sono preso una pausa».

Ma attenzione: non sempre il materiale è super. «Ascolta - avrebbe scritto l’altro “socio” - Il mate non va bene. Ormai è finito e abbiamo addirittura avuto discussioni con più persone perché non va bene».

A settembre, altri messaggi. Un incontro da undici grammi e mezzo. L’indomani, Gallucci non si sarebbe risparmiato una certa ironia: pochino.

Da spacciatore di bosco. Da marocchino: «Amore dalla prossima volta cerca di prendere di più che se no mi sento un marocco». Per una prova di un cliente, di 10 grammi, sarebbe stata la qualità a prevalere: «Bellissima», il commento arrivato in tutta recensione dal consumatore terzo.

Un altro degli arrestati a fine agosto non riesce a trovare il cellulare dedicato a particolari comunicazioni. «Non trovo più il cell piccolo, c...!». A volte, come emerso, di mezzo ci sarebbe anche un “corriere”: 50 euro, una specie di tariffa fissa.

La qualità è spesso al centro delle conversazioni. «Paura», dice Gallucci. Ma i Carabinieri sono già sulle tracce di tutti. A ottobre, sarà un ragazzo di 26 anni, di Cantù, a dover consegnare un sacchettino con 6 grammi di cocaina: davanti a lui c’è un cane dell’unità cinofila dell’Arma.

Christian Galimberti

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