Società sportive, palestre inutilizzabili  «A breve le regole per la sanificazione»
L’utilizzo degli spazi scolastici è riservato agli alunni, per il momento niente accessi dall’esterno

Società sportive, palestre inutilizzabili

«A breve le regole per la sanificazione»

Spazi scolastici spesso usati per le attività pomeridiane, ma è ancora tutto sospeso - L’assessore: «Priorità alle lezioni in sicurezza»

Niente palestre delle scuole alle squadre e alle associazioni sportive esterne. Serve infatti un protocollo comunale su sanificazioni e pulizie, oltre al fondamentale accordo dei presidi. Nell’anno del Covid bambini e ragazzi non hanno ripreso i consueti corsi di danza, pallavolo o basket e non torneranno comunque a fare sport prima di qualche settimana.

Si salvano in pochi, le società che sono ospitate o hanno in gestione il Palasampietro oppure, per esempio, le strutture di via Giulini o di via dei Partigiani. Ma tutte le altre realtà che si appoggiano alle scuole sono bloccate.

I dirigenti scolastici attendono da Palazzo Cernezzi delle misure scritte nero su bianco per fare le sanificazioni anti contagio dopo ogni allenamento, procedure che avranno costi anche importanti a carico dei privati. Ieri sera è stata inviata da Palazzo Cernezzi una prima bozza, ma è solo l’inizio dell’iter.

Il problema della pulizia delle palestre dopo i corsi sportivi esterni era già l’anno scorso un argomento che suscitava l’ira dei bidelli e il timore dei presidi, soprattutto per le conseguenze legali in qualità di responsabili degli edifici. Molti, infatti, già tenevano i cancelli chiusi. In una città che per altro non dispone di palazzetti e impianti nuovi e spaziosi. Adesso, con il Covid, il blocco è totale e tante piccole società stanno chiudendo i battenti. Il timore, nel concedere gli spazi, è cresciuto esponenzialmente con l’epidemia.

«Io comprendo e mi dispiace, ci stiamo lavorando – spiega l’assessore allo Sport Marco Galli – ma al momento la priorità è sulle scuole, le lezioni devono ripartire in sicurezza. Questa è l’urgenza e ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Poi vengono le altre attività. Le richieste delle famiglie e delle squadre sono legittime, però l’epidemia ci impone prudenza e attenzione. Definiremo il protocollo sulle sanificazioni, certo, abbiamo già fatto una riunione con i dirigenti scolastici da remoto insieme all’assessore all’Istruzione Alessandra Bonduri. Ci ritroveremo a breve. Una volta elaborate le procedure per pulizie, igienizzazioni, costi e prodotti sottoporremo tutto prima ai presidi e, quindi, alle società sportive». Una prima riunione è stata convocata per il 16 settembre in biblioteca.

Un problema dunque reale e che però va in coda ai tanti che si sommano nel corso dell’epidemia. «Certo è vero, però senza ginnastica, basket, pallavolo – dice Franco Passalacqua impegnato nell’Alebbio – i bambini rischiano di stare a casa da soli tutto il pomeriggio. È un bisogno sociale. Altrove, da San Fermo a Villa Guardia, ci sono strutture migliori che riescono ad ospitare le squadre». L’Alebbio, che usava abitualmente gli spazi tra la Fogazzaro e via Giussani non ha ripreso le sue attività.

Anche l’associazione di karate che si allena ad Albate in piazza IV Novembre, per fare un altro esempio, è ferma. Stessa faccenda per gli sbandieratori. La Ginnica non ha il permesso per riprendere alla Magistri mentre al liceo Giovio gli spazi da sempre sono chiusi agli esterni. Ad oggi è così anche per la palestra della Parini, della Virgilio, di via Fiume. Chi ha spazi, per esempio al Palasampietro, deve contenderseli con un numero crescente di domande e di richieste a fronte di fasce orarie di utilizzo sempre più ridotte.


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