Spunta un coltello  per rubare il peluche  Tre giovani in cella
Il peluche costato l’arresto per rapina a tre ventenni comaschi

Spunta un coltello

per rubare il peluche

Tre giovani in cella

Tre ventenni comaschi arrestati dalla polizia. Accusati di rapina aggravata per un panda da 9 euro

Si ritrovano in carcere con l’accusa, pesante, di rapina aggravata. Il tutto per aver cercato di evitare una denuncia per il furto di un peluche da neppure 10 euro. Suona davvero paradossale e, per certi versi, autolesionistica la storia di tre ventenni - anno più, anno meno - residenti in provincia arrestati ieri sera dagli agenti della squadra volante della polizia. Al Bassone, in attesa dell’interrogatorio con il giudice domattina tre giovani residenti in provincia

Il lora arresto risale alle 23 di venerdì sera al supermercato Carrefour di viale Giulio Cesare. I tre vengono notati dalla vigilanza del supermercato aggirarsi con fare sospetto tra gli scaffali del negozio. Accorgendosi di essere tenuti d’occhio, i ragazzi si fingono interessati a un oggetto esposto e chiedono al commesso informazioni. Nel frattempo uno di loro viene visto afferrare un oggetto e infilarlo nei pantaloni prima di cercare di uscire.

A questo punto intervengono gli uomini dell vigilanza che fermano il giovane, che - stando a quanto ricostruito dai poliziotti. Il giovane consegna agli addetti l’oggetto appena rubato, un Panda di peluche del prezzo di 13 euro (scontato a 9 euro e 90). Quando però capisce che, nonostante la restituzione della refurtiva, deve aspettare l’arrivo della polizia, il ragazzo estrae un coltello a serramanico e minaccia due dipendenti. A quel punto intervengono - sempre stato all’accusa - anche i due amici che avrebbero aggredito gli addetti alla sicurezza. Proprio in quel momento, però, arriva la volante della Questura che blocca tutti e tre. Gli agenti, sentito il pubblico ministero di turno in Procura, decidono quindi di far scattare le manette per tutti quanti con l’accusa di rapina aggravata. Fine settimana in carcere, in attesa dell’interrogatorio.


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