Tangenziale, Lucini rilancia su costi e galleria fantasma

La battaglia contro il pedaggio, il sindaco di Como: il progetto del secondo lotto non costava troppo

Tangenziale, Lucini rilancia su costi e galleria fantasma
La strada ad Albate avrebbe dovuto essere collegata al secondo lotto

Due strade da seguire: il completamento della strada che, senza il secondo lotto, è monca e, contemporaneamente, l’abolizione del pedaggio sul primo tratto almeno fino a quando l’autostrada non sarà finita. È su questi due binari che si muove il sindaco Mario Lucini, capofila con il collega di Albese Alberto Gaffuri e con il vicesindaco di Bulgarograsso Fabio Chindamo della mobilitazione degli amministratori contro il pedaggio. «La tangenziale completa - ha detto Lucini- era prevista come prioritaria sull’intero sistema pedemontano già negli accordi del 1999, ma i secondi lotti non sono mai stati finanziati e la Regione ne aveva chiesto lo stralcio». Lucini ha anche ribadito che vuole vederci chiaro sul progetto definitivo del secondo lotto accantonato perché «troppo costoso» visto il raddoppio dei costi arrivati a oltre 800 milioni di euro. Cifra a cui Lucini non crede. «È assolutamente necessario - ha detto - verificare effettivamente il progetto e avere dei chiarimenti tecnici su come si sia arrivati a queste cifre, visto che non ne sono per nulla convinto». Da geologo Lucini si è lasciato scappare un «non si è mai vista l’acqua andare in salita e invece è quello che sostengono tra l’altro per giustificare il raddoppio dei costi». Ripartire dal progetto definitivo del secondo lotto, seppur non finanziato, eviterebbe di ripartire daccapo anche con i progetti.

Per quanto riguarda i pedaggi, invece, Lucini ha sostenuto «l’assurdità di prevedere pagamenti di 2, 20 euro alla barriera di Grandate, 1,60 a Villa Guardia e 1, 80 ad Albate» e ha chiesto «che si mantengano i 2,20 euro nelle tre uscite per evitare guai alla mobilità e si usi la differenza per garantire la gratuità tra Albate e Villa Guardia nell’interesse dei cittadini, ma anche di Pedemontana e Autostrade per l’Italia». Lo stesso Lucini ha anche precisato che «da decenni paghiamo 80 centesimi ad Autostrade come pedaggio occulto fino a Chiasso, senza percorrere effettivamente quel tratto».

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