Vino ma anche olio e formaggi tipici  A Villa Erba vince la tradizione del gusto
Cernobbio Villa Erba rassegna Wine & Food Style (Foto by Carlo Pozzoni)

Vino ma anche olio e formaggi tipici

A Villa Erba vince la tradizione del gusto

Wine&FoodSul Lario espositori da tutta Italia, tra le “chicche” anche le cipolle di Brunate - E non mancano i comaschi: «Per la prima volta un prodotto con le olive di Carate Urio»

Olio, vino, castagne e formaggi, perfino le cipolle di Brunate: il Wine&Food Style difende i nostri prodotti tipici. Oggi si chiude la tre giorni sul cibo d’eccellenza a Villa Erba, il salone dell’enogastronomia l’anno scorso ha accolto 34mila visitatori.

Il filo rosso che unisce gli espositori, giunti non solo da Como, ma da mezza Italia, è la valorizzazione della cucina tradizionale. «Stiamo cercando volontari – spiega Grazia Levi per l’associazione Cipolla di Brunate - la nostra associazione ha rilevato dei terreni, ha racimolato le semenze, ci piacerebbe riportare in auge un prodotto lariano doc, il cipollotto, ottimo da mettere sottaceto. Io però rappresento anche Eatable, un gruppo comasco che vuole promuovere le ricette antiche del lago, non solo i missoltini». Ma, per esempio, il tartufo lariano, un tesoro sconosciuto ai più. «Per la prima volta abbiamo prodotto l’olio a Carate Urio - racconta Jacopo Fazio, un giovane intenditore di vini con una mescita e una rivendita, il Millesimo, in via Regina Vecchia - noi ci occupiamo di selezionare e distribuire vini, però per l’olio si è accesa una passione. Il primo esperimento è venuto benissimo, vorrei aumentare il quantitativo per fondare un dop lariano». A proposito di gusto e Lario, c’è una novità. «Anche Como ha una sua delegazione Fisar - dice Paolo Villa, delegato della Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori di Milano - è nata da poco, è un piccolo gruppo che offrirà corsi, laboratori e degustazioni». Assaggiare ieri era d’obbligo, oggi la giornata clou con il pienone (8 euro d’ingresso). L’obiettivo resta comunque ambizioso, difendere il meglio del made in Italy dentro al piatto. «Abbiamo unito le castagne della Val Susa alla passione per la birra - racconta Rodolfo Ciulla del birrificio San Michele di Sant’Ambrogio di Torino - uniamo tradizione e nuove frontiere».

Cioccolato, salumi, squisitezze introvabili nella grande distribuzione, al Wine&Food c’è anche Rina Poletti, la regina della pasta, che insegna i segreti del tortellino. Il trucco? «Lasciatela riposare prima di stenderla». «I dodici produttori del Bitto si sono riuniti per questo presidio slow food - spiega Paolo Ciapparelli dallo stand del Consorzio salvaguardia Bitto - questo formaggio è fatto senza aggiungere ingredienti industriali». 

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