«Volevo vedere i loro biglietti  Così hanno iniziato a picchiarmi»

«Volevo vedere i loro biglietti

Così hanno iniziato a picchiarmi»

La testimonianza dell’autista aggredito in piazza Vittoria e del collega che l’ha soccorso

«Ho spento il motore, mi sono alzato in piedi e ho preso il telefono per chiamare la polizia... È stato allora che si è scatenato il finimondo».

Sono in tutto quattro i giovani arrestati l’altra sera in piazza Vittoria dopo l’aggressione e il pestaggio di due autisti di autobus.

In un clima di tensione sociale sempre più palpabile, la polizia ha contestato loro i reati di interruzione di pubblico servizio, di resistenza, minacce e di lesioni nei confronti dei due autisti delle linee 6 e 11 Massimo Bornino e Pietro Lombardo, 46 anni entrambi ed entrambi comaschi, usciti un bel po’ pesti dal pronto soccorso dell’ospedale Valduce, il primo con un collarino il secondo con un polso vistosamente fasciato.

La raccontano, gli autisti, nell’atrio del tribunale, mentre aspettano di rendere testimonianza al giudice: «Non smettevano più di picchiare», ricorda Lombardo, che tra l’altro è lo sfortunato protagonista di un’altra aggressione, sia pure meno violenta, risalente allo scorso maggio, sempre per gli stessi motivi (l’avere domandato al passeggero di esibire il biglietto) e sempre sulla stessa linea.

I quattro arrestati sono: Jolly Imade, nigeriano, 22 anni, risulta senza fissa dimora, con precedenti penali (era stato arrestato a febbraio a Fino per resistenza, mentre insisteva nel richiedere denaro ai clienti fuori dal supermercato) e un decreto di espulsione che non ha mai avuto seguito; Abdulganiyu Oseni ha 21 anni, è nigeriano anche lui e aspetta di sapere se potrà ottenere asilo, ma non è ben chiaro dove abiti; richiedente asilo è anche Salifu Camara, 23 anni, gambiano, provvisto di un domicilio in via XX Settembre, a Maslianico; infine, Yusupha Ceesay, Gambia, 25 anni, ha una residenza a La Spezia ma sarebbe di fatto domiciliato a Rebbio, dai frati Comboniani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA